Ispirazioni

Come ti capisco, amico…

Internazionali d’Italia di tennis.
Partita tra Lorenzo Musetti e Kei Nishikori.

Sul 3 pari del secondo set, col primo set vinto da Musetti per 6 a 3, l’arbitro di sedia avvisa che, per problemi di elettricità, sarebbero mancanti tabellone elettronico e microfono, ma che la partita sarebbe andata avanti.

Io so che mi è subito tornato alla mente il ricordo di un campionato nazionale di singolo di freccette in cui ero l’arbitro designato per chiamare il punteggio della finale maschile e, nel momento in cui doveva iniziare la finale, il microfono ha smesso di funzionare.

Quella finale, tra l’altro, è finita 6 a 5 (ovvero la partita più lunga possibile, visto che vince chi arriva per primo a 6).

Ho pensato a come stavo con la voce dopo quelle 11 leg; ho pensato a quanto ancora potrebbe durare quella partita di tennis e quanti punti potrebbero essere giocati da qui alla sua fine… ed è partito improvviso un pensiero per l’arbitro di sedia:

COME TI CAPISCO, AMICO.

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