Gli Album

Ayreon, gli album da studio parte 5

2004: THE HUMAN EQUATION

LA SCALETTA

Disco 1

  1. Day One: Vigil [1:33]
  2. Day Two: Isolation [8:42]
  3. Day Three: Pain [4:58]
  4. Day Four: Mystery [5:37]
  5. Day Five: Voices [7:09]
  6. Day Six: Childhood [5:05]
  7. Day Seven: Hope [2:47]
  8. Day Eight: School [4:22]
  9. Day Nine: Playground [2:15]
  10. Day Ten: Memories [3:57]
  11. Day Eleven: Love [4:18]

Disco 2

  1. Day Twelve: Trauma [8:59]
  2. Day Thirteen: Sign [4:47]
  3. Day Fourteen: Pride [4:42]
  4. Day Fifteen: Betrayal [5:24]
  5. Day Sixteen: Loser [4:46]
  6. Day Seventeen: Accident? [5:42]
  7. Day Eighteen: Realization [4:31]
  8. Day Nineteen: Disclosure [4:42]
  9. Day Twenty: Confrontation [7:03]

LA STORIA

Un uomo in macchina ha un incidente stradale apparentemente inspiegabile e va in coma. Nei venti giorni in cui è sospeso tra la vita e la morte, con sua moglie ed il suo migliore amico che vegliano al suo capezzale, l’uomo vive un dramma interiore in cui la sua coscienza si confronta con le personificazioni delle proprie emozioni fino ad arrivare al momento del risveglio e del confronto finale.

LA FORMAZIONE

Cantanti e Ruoli

  • James LaBrie [l’uomo in coma]
  • Arjen Lucassen [il miglior amico]
  • Marcela Bovio [la moglie]
  • Mike Baker [il padre]
  • Mikael Akerfeldt [la Paura]
  • Eric Clayton [la Razionalità]
  • Irene Jansen [la Passione]
  • Magnus Ekwall [l’Orgoglio]
  • Heather Findlay [l’Amore]
  • Devon Graves [l’Agonia]
  • Devin Townsend [la Furia]

Strumentisti

  • Arjen Anthony Lucassen: Chitarre elettriche, chitarre acustiche, basso, mandolino, chitarra lap steel, tastiere, sintetizzatori e Hammond
  • Ed Warby: Batteria e Percussioni
  • Robert Baba: violini
  • Marieke Van der Heyden: violoncelli

Strumentisti con parti in canzoni specifiche

  • John McManus: Flauto contrabbasso [days 13, 16 e 18], Fischietto [day 18]
  • Jeroen Goossens: Flauto [days 3, 5, 9, 14 e 18]; flauto contralto [day 2]; Flauto Basso [day 5, 14]; Flauto di Pan [day 6]; Flauto “descant recorder” e flauto dolce [day 13]; Didgeridoo [day 16]; fagotto [day 18]
  • Joost Van den Broek: assolo di sintetizzatore [day 2]; Spinetta [day 13]
  • Martin Orford: assolo di sintetizzatore [day 15]
  • Ken Hensley: assolo di Hammond [day 16]
  • Oliver Wakeman: assolo di sintetizzatore [day 17]

Il cambio di etichetta discografica, porta in dote ad Ayreon la possibilità di accedere a nomi sempre più d’impatto (su tutti James LaBrie e Devin Townsend per i cantanti e Ken Hensley per i musicisti) con tra l’altro proprio James LaBrie che sarà talmente coinvolto dal progetto, che accetterà di far parte sia della rappresentazione dal vivo, sia dell’ultimo album in studio fatto ad oggi da Ayreon.

LA RECENSIONE

Questo album si distingue da tutti gli altri, per essere quello con i maggiori contrasti tra le atmosfere musicali, che hanno una massiccia presenza di strumenti a fiato ad integrarsi con gli strumenti acustici ed elettrici, creando così in molti passaggi un’atmosfera decisamente più folk che in altri casi, e le varie parti cantate, che passano dal cantato profondo e solenne di Eric Clayton, alle voci pulite e acute di James LaBrie e Mike Baker, passando dalle voci femminili, ora delicate, ora più intense di Marcela Bovio, Irene Jansen e Heather Findlay, o addirittura dal cantato in screamy (tipico delle frange più estreme della musica metal) portato da elementi come Mikael Akerfeldt degli Opeth e Devin Townsend.

L’insieme è un album assolutamente particolare, dove i cambi di atmosfera seguono alla perfezione il travaglio che il protagonista in coma sta passando in questa sua vera e propria guerra interna con le sue emozioni, e che si snoda con un forte grado di tensione, anche grazie alle interazioni dei personaggi esterni della moglie e del migliore amico sia tra di loro, sia con il paziente di cui sono al capezzale, che concorrono a comporre il quadro complessivo dell’opera.

Nel finale, quando tutto sembra essere arrivato a conclusione, e siamo ancora convinti di aver ascoltato una storia completamente slegata da quanto raccontato fino ad ora negli altri album, ecco che gli ultimi 30 secondi, con un colpo di teatro, cambiano la prospettiva e fanno sì che si abbia ancora l’impressione che pure questo album sia un capitolo di quella che ormai ha assunto i contorni di una vera e propria saga.

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