Gli Album

Ayreon, gli album da studio parte 4

2000: THE UNIVERSAL MIGRATOR

LA SCALETTA

Part 1: The Dream Sequencer

  1. The Dream Sequencer [5:08]
  2. My House on Mars [7:49]
  3. 2084 [7:42]
  4. One Small Step [8:46]
  5. The Shooting Company of Captain Frans B. Cocq [7:57]
  6. Dragon on the Sea [7:09]
  7. Temple of the Cat [4:11]
  8. Carried by the Wind [3:59]
  9. And the Druids Turn to Stone [6:36]
  10. The First Man on Earth [7:19]
  11. The Dream Sequencer Reprise [3:36]

Part 2: Flight of the Migrator

  1. Chaos [5:10]
  2. Dawn of a Million Souls [7:45]
  3. Journey on the Waves of Time [5:47]
  4. To the Quasar [8:42]
    1. The Taurus Pulsar
    2. Quasar 3C273
  5. Into the Black Hole [10:25]
    1. The Eye of the Universe
    2. Halo of Darkness
    3. The Final Door
  6. Through the Wormhole [6:05]
  7. Out of the White Hole [7:11]
    1. M31
    2. Planet Y
    3. The Search Continues
  8. To The Solar System [6:11]
    1. Planet of Blue
    2. System Alert
  9. The New Migrator [8:15]
    1. Metamorphosis
    2. Sleeper Awake

LA STORIA

L’esperimento finale è fallito e la razza umana sulla terra si è estinta a causa della terribile guerra mondiale di cui Ayreon aveva captato le visioni. Un secolo dopo anche i coloni umani presenti su marte sono ormai quasi tutti morti, a causa del fatto che dopo la guerra finale del 2084, le risorse di sostentamento e i viveri hanno smesso di arrivare alle colonie di marte che, lentamente, hanno esaurito le loro scorte e poi hanno iniziato a morire.

Conscio del fatto di essere l’ultimo sopravvissuto sul pianeta, e di non avere più alcuna speranza di sopravvivere, il protagonista della nostra storia, si chiude nella macchina ricreativa che consente di rivivere vite passate, chiamata “Dream Sequencer”. Nella prima parte della storia, il protagonista inizia prima a reincarnarsi virtualmente nell’epoca della sua infanzia su Marte, per poi rivivere a ritroso le vite di tutti i suoi antenati, fino a scoprirsi discendente proprio di quel menestrello della britannia arturiana che aveva captato l’ultimo disperato tentativo degli scienziati terrestri di evitare il destino di estinzione della razza umana e poi ancora oltre, fino ad arrivare alla vita del primo essere umano sulla terra.

Nella seconda parte, invece, il nostro protagonista si spinge ancora più indietro, fino all’origine del tempo e dell’universo, per esplorare il momento in cui, prima del big bang, spazio, tempo, materia ed energia erano tutti quanti intrecciati in un unico e caotico protospazio.

LA FORMAZIONE

Cantanti

  • Johan Edlund [parte 1]
  • Floor Jansen [parte 1]
  • Lana Lane [parte 1 & 2]
  • Edward Reekers [parte 1]
  • Mouse [parte 1]
  • Jacqueline Govaert [parte 1]
  • Arjen Anthony Lucassen [parte 1]
  • Damien Wilson [parte 1 & 2]
  • Neal Morse [parte 1]
  • Mark McCrite [parte 1]
  • Russel Allen [parte 2]
  • Ralf Scheepers [parte 2]
  • Andi Deris [parte 2]
  • Bruce Dickinson [parte 2]
  • Fabio Lione [parte 2]
  • Timo Kotipelto [parte 2]
  • Robert Soeterboek [parte 2]
  • Ian Parry  [parte 2]

Strumentisti

  • Arjen Anthony Lucassen: Chitarre elettriche, chitarre acustiche, basso, minimoog, mellotron e tastiere [parte 1 & 2]
  • Rob Snijders: Batteria [parte 1]
  • Ed Warby: Batteria [parte 2]
  • Erik Norlander: Sintetizzatore analogico, Codificatore vocale, Organo Hammond e tastiere addizionali [parti 1 & 2]; Piano [parte 1]; Moog Taurus [parte 2]
  • Peter Siedlach: altri strumenti a corda [parti 1 & 2]

Strumentisti con parti in canzoni specifiche

  • Erik Norlander: assolo di sintetizzatore [The Dream Sequencer, One Small Step, Dragon on the Sea, Chaos, Journey on the Edge of Time] assolo di Hammond [To the Quasar, Into the Black Hole, Out of the White Hole]
  • Clive Nolan: assolo di sintetizzatore [2084] secondo assolo di sintetizzatore [Into the Black Hole]
  • Michael Romeo: assolo di chitarra [Dawn of a Million Souls]
  • Oscar Holleman: secondo assolo di chitarra [To the Quasar]
  • Gary Wehrkamp: assolo di chitarra [Through the Wormhole]; assolo di sintetizzatore [Through the Wormhole]
  • Rene Merkelbach: ultimo assolo di sintetizzatore [To the Quasar]
  • Keiko Kumagai: assolo di Hammond [The New Migrator]

Il quarto album si contraddistingue per il fatto di aver un cast di ospiti che rispecchia molto la separazione di anime musicali che Arjen ha voluto, per dar vita ad un’opera in due parti separate e distinte. Mentre la prima parte ha una serie di ospiti che, o fanno parte della scena prog metal, o sono artisti che hanno anche fatto sperimentazione sulle parti più atmosferiche della musica, la seconda ha un cast che pesca a piene mani dalla scena del metal più classico, sia per quanto riguarda la scena heavy metal, con la vera e propria chicca della presenza di Bruce Dickinson, vera icona del genere, sia per quanto riguarda la scena power metal.

LA RECENSIONE

In questo album dalle anime musicali separate, c’è comunque una partenza in comune: entrambe le parti iniziano con effetti elettronici su cui la voce suadente di Lana Lane, ci introduce all’utilizzo del programma “Dream Sequencer”. Quando, però, l’introduzione finisce ecco che le due parti svelano ciascuna la loro natura, con “The Dream Sequencer” che prende la strada delle atmosfere soffuse ed oniriche, mentre “Flight of the Migrator” si butta a capofitto nell’energia e nei cambi di tempo che, da sempre, contraddistinguono la scena del metal progressivo.

Di fatto la sensazione che si ha all’ascolto della prima parte di questo album è quella di sentirsi assolutamente cullati e confortati mentre ci si trova in un luogo dove nulla può succederci di male, cosa in aperto contrasto con quella che è la storia che viene narrata. Sensazione che si distende lungo tutte le canzoni, mentre il protagonista della storia rivive sia la propria infanzia, che tutte le vite dei suoi antenati, con ogni canzone di “The Dream Sequencer” che ne racconta una diversa. In questa prima parte Arjen mostra tutta la sua passione per il suono che i Pink Floyd hanno codificato nella loro parte di carriera che copre gli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, a cui aggiunge sonorità che virano al folk. “Flight of the Migrator”, invece, parte con chitarre elettriche e campi di tempo, in uno strumentale col titolo programmatico di “Chaos” e poi mantiene alta la tensione drammatica, mentre ci guida in viaggio ai limiti dell’immaginazione, per provare a visualizzare cosa doveva essere l’universo alla sua origine.

La presenza di Bruce Dickinson ha creato forte attesa e la sua performance è stata assolutamente all’altezza, con anche gli altri cantanti che si sono calati al meglio nelle loro parti per un risultato di assoluto livello, mentre il progetto Ayreon comincia a farsi una chiara fama tra i musicisti e i cantanti della scena Metal.

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