Ispirazioni

E se, invece, applicassimo il “vivi e lascia vivere”?

Ovvero: osservazioni sul world congress of families, e qualche domanda ad un suo ipotetico partecipante.

Esistono momenti in cui non riesco stare in silenzio di fronte a certe manifestazioni e, in questo caso, mi riferisco al world congress of families che si terrà a Verona in questo fine settimana.

Il problema di questo evento è che cerca di far imporre a livello legale una serie di concetti che, di fatto, sono pure e semplici discriminazioni, mascherate dietro l’argomento della “famiglia naturale” e questo non è accettabile.

Premesso che è sacrosanto il principio per cui ciascuno di noi può avere opinioni diverse, e deve avere la possibilità di esprimerle, sia in privato che in pubblico, è altrettanto vero che è inaccettabile che le istituzioni di uno stato come l’Italia, per costituzione laico e che si basa sull’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, sui diritti fondamentali dell’essere umano e sul principio di inammissibilità della discriminazione, promuova e consenta ad una manifestazione che promuove principi che sono chiaramente anticostituzionali.

Questo atto è l’ennesimo tradimento che la politica di questo paese ha fatto nei confronti di quella costituzione, che ogni parlamentare italiano, nel corso della storia della repubblica, ha sempre dovuto giurare di difendere, ed è questo che dovrebbe farci riflettere, quando pensiamo a chi ci rappresenta.

Ti fideresti mai di una persona che arriva da te ed afferma con un giuramento di voler lottare per una causa (prendiamo ad esempio la parità dei diritti tra uomini e donne) e poi partecipa e sostiene un movimento che dice “le donne stiano a casa a cucinare che ci pensano gli uomini a portare i soldi a casa!”?

Ora, per quanto riguarda i principi proposti dal world congress of families, il problema è sempre il solito, ovvero: pretendono che i loro principi diventino legge universale, obbligando di fatto anche chi non la pensa come loro, a dover vivere secondo gli schemi che loro decidono di imporre. Imposizione che, tra l’altro, viene promossa vestendo i panni della religione e della morale, spacciando i loro principi come giusti a prescindere.

Nella realtà dei fatti, una legislazione che riconosce alle persone il diritto di sposarsi e di formare una famiglia, indipendentemente dal sesso delle persone coinvolte, che riconosce sia a coppie eterosessuali ed omosessuali gli stessi diritti e gli stessi doveri, che riconosce alle persone, uomini o donne che siano, la possibilità di vivere seguendo le proprie inclinazioni e le proprie aspirazioni qualsiasi esse siano, non impedisce in alcun modo a chi crede che la famiglia sia l’unione di un uomo e di una donna che si mettono assieme per avere figli, di vivere secondo il loro credo e secondo la loro morale.

Sei un uomo, vuoi sposarti con una donna, avere dei figli e vivere la tua vita lavorando per mantenere la famiglia? Puoi farlo senza problemi, e non solo nessuno te lo impedisce, ma è anche giusto che nessuno possa impedirtelo.

Sei una donna, vuoi sposarti con un uomo, fare dei figli e vivere la tua vita occupandoti della casa e dell’educazione dei figli? Anche tu puoi farlo senza problemi e non solo nessuno te lo impedisce, ma è anche giusto che nessuno possa impedirtelo.

Ma perché, se tu la pensi così, devi impedire a chi non condivide questa visione del mondo di vivere come crede?

Io sono a favore della famiglia monoreddito perché, in un momento dove le famiglie non sono più l’insieme di più generazioni che vivono sotto lo stesso tetto, o comunque in abitazioni contigue, il fatto che, in una famiglia con figli, entrambi i genitori siano costretti a lavorare per far sopravvivere la famiglia in maniera dignitosa, crea un problema con i bambini, che spesso risultano abbandonati a loro stessi.

Ma chi lo dice che la persona che sta a casa deve essere per forza la donna?

Perché un uomo che voglia stare a casa a fare il padre e una donna che voglia avere una carriera, non debbono poter vivere secondo i loro desideri?

Perché non deve essere possibile, nel caso, che ognuno dei due genitori lavori e poi stia a casa a periodi alterni?

Se a volersi creare una famiglia sono delle persone omosessuali o trans-gender, perché deve essere un problema o una minaccia per chi è eterosessuale? Siamo tutti esseri umani che cercano di vivere la propria vita, cercando di essere felici. Che senso ha impedire a delle persone di poter vivere il loro amore, come lo vivono tutti gli altri, solo perché hanno gusti o identità sessuali diversi dai nostri?

Ognuno di noi è libero di frequentare le persone che meglio crede. Hai problemi con le persone omosessuali? Non frequentarle, e lasciale vivere, esattamente come faresti con qualunque persona che ti sta antipatica. Perché vuoi impedir loro di crearsi una famiglia, così come tu rivendichi il tuo diritto a creartela? Non ti darebbe fastidio che qualcuno cercasse di far promuovere una legge dove tu non puoi crearti una famiglia, solo per il fatto che sei monogamo o monogama ed eterosessuale?

Parlando, poi, di temi come aborto e divorzio, nessuno ti obbliga ad abortire se non vuoi, così come nessuno ti obbliga a divorziare se non vuoi, e ribadisco che è sacrosanto il fatto che nessuno ti possa obbligare ad abortire o a divorziare se non vuoi, ma perché si vuole impedire a persone che vogliono abortire o che vogliono divorziare di poterlo fare?

Anche perché la decisione di non far nascere un feto, e ad altri livelli anche la decisione di porre fine ad un matrimonio, sono decisioni fortemente traumatiche, e le persone che decidono in questo senso, non lo fanno a cuor leggero, per cui meritano lo stesso rispetto di chi, invece, decide di portare a termine una gravidanza o di far continuare una storia.

È questo il senso ed il bello della libertà: quello di poter vivere la propria vita secondo le proprie aspirazioni ed inclinazioni, senza che altri possano avere il diritto di obbligarti ad essere qualcosa che non sei, o di importi una morale che non senti come tua.

Quindi, caro partecipante al world congress of families, ribadisco la domanda: visto che in Italia non c’è nessuno che vuole impedirti di vivere come vuoi tu, mi spieghi perché tu, invece, vuoi impedire a tutti quelli che non la pensano come te, di vivere come vogliono loro?

N.B. l’immagine in evidenza è una foto di Rachel Burkum da Pixabay

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