Ispirazioni

Quando si scatena “la belva”.

Questo non è un semplice post sugli acquisti musicali; non è neanche un racconto di una storia conclusasi con un acquisto musicale importante. Questo è il vero e proprio flusso di coscienza che si è scatenato in me, tra il 29 settembre ed il 10 ottobre 2023, con tutte le conseguenze del caso, arricchito da quanto successomi tra il 17 ottobre ed il 7 novembre 2023 (dal mio rientro al lavoro dopo le ferie alla prima volta in cui sono tornato in ufficio dopo mesi di telelavoro fisso).

Preambolo: quando essere stimati non è poi così piacevole come sembra.

Nel 2023, avevamo programmato il periodo di ferie lungo tra il 22 settembre ed il 16 ottobre. Di fatto erano 3 settimane intere più il venerdì precedente alla prima settimana completa ed il lunedì successivo all’ultima settimana completa (quindi 3 settimane più 2 giorni ma il fatto di dire “ho fatto ferie in 5 settimane consecutive” è un effetto placebo veramente notevole).

L’idea era quella di tornare in ferie ad Erchie (paese in provincia di Brindisi, in cui Fabiana ha molte delle sue migliori amicizie cementate fin dai tempi dell’infanzia) partendo o il 24, o il 25 settembre per farci due settimane piene in Puglia, dopodiché tornare a casa e farci ancora una settimana di decompressione, in modo da riposarci ancora e riprendere piano piano il ritmo giusto, per poi tornare alla solita routine dal 17 ottobre in poi.

A causa di alcuni problemi organizzativi, però, non ci è possibile andare ad Erchie ed, allora, guardandoci in giro, vediamo che il litorale adriatico nella zona di Rimini e Riccione è molto fornita per hotel e ristoranti che gestiscono anche il senza glutine e, quindi, decidiamo di organizzare le ferie lì. L’hotel che troviamo disponibile ci garantisce il soggiorno solo dal 30 settembre, quindi prenotiamo dal 30 settembre al 10 ottobre con l’idea, a questo punto, di organizzarci la prima settimana con qualche giro nel biellese, per poi farci i 10 giorni a Rimini e poi fare l’ultima parte delle ferie di nuovo a casa, per poi tornare alla solita routine dal 17 ottobre in poi.

A questo punto è il 27 settembre, io e Fabiana siamo finalmente in ferie dopo un anno già molto duro per tutta una serie di situazioni e siamo fuori a pranzo per festeggiare i nostri 15 anni di matrimonio. Il pranzo va benissimo, scopriamo un locale di ottimo livello con anche uno spaccio di prodotti a km 0 molto interessanti anche per il senza glutine e ce ne torniamo poi a casa con tutta tranquillità.

Alla sera sono al telefono con un mio vecchio amico con cui, ormai più di venticinque anni fa, si andava in giro per concerti e, come sempre, ci si scambia impressioni su quanto abbiamo ascoltato, reciproci “ma tu questi li hai già sentiti? che ne pensi in merito?” e consigli per gli acquisti.

Dalla telefonata esco fuori avendo una lista di gruppi per cui penso: “ecco una lista per una serie di acquisti interessanti per l’anno prossimo”.

Passano meno di 48 ore, però, e tutto cambia.

È il giorno prima della nostra partenza e siamo a pranzo fuori. Nel ristorante Fabiana sente freddo al punto che chiede (ed ottiene) di far spegnere l’aria condizionata, ma è evidente che qualcosa non quadra.

Passa qualche minuto e Fabi mi chiede, una volta finito di mangiare, di portarla a farsi visitare dal medico di base, perché non si sta sentendo bene. Morale della favola: Fabiana ha il Covid e le nostre ferie sono bellamente saltate.

Qualcuno ha presente il detto che “la vita ti mette davanti solo quelle sfide che sa che tu puoi affrontare”? Ecco questa è una di quelle occasioni in cui dico che, ogni tanto, mi piacerebbe che la vita dimostrasse un po’ meno stima di noi.

In quel momento i miei propositi per “acquistare quella musica nel 2024” sono andati in fumo.

Il primo urlo della belva.

Quella sera mi metto al pc, apro il file di appunti che mi ero salvato con i nomi dei gruppi consigliati dal mio amico e, mentre mi metto di sottofondo dei video di reazione alla musica su youtube, incomincio a cercare i dischi degli artisti in questione su diversi dei siti che mi sono di riferimento per gli acquisti.

Il primo blocco di acquisti inizia con la ricerca del disco che, stando alle descrizioni che mi aveva fatto il mio amico, mi aveva stuzzicato di più, ovvero Cycle of Life dei Ghost Community, gruppo progressive metal inglese con quell’unico album all’attivo.

Vista la difficoltà di trovare il disco in questione, lo cerco su Discogs, sito che è sia un database di tutti gli album presenti in un qualche magazzino o in una qualche collezione privata, sia un mercato in cui si può acquistare da qualsiasi negozio o qualsiasi privato al mondo che abbia una pagina sul sito.

Da già che sono sulla pagina Discogs del venditore e visto che Discogs fornisce solo il contatto tra potenziale acquirente e potenziale venditore (per cui ci sono sempre significative spese postali a carico dell’acquirente) guardo se ci siano altri dischi per me potenzialmente interessanti e ne trovo diversi tra cui

Due album con canzoni diventati dei tormentoni che ho deciso di acquistare per via del prezzo basso (Tubthumper dei Chumbawamba e Rock N Roll Jesus di Kid Rock); un’edizione limitata con materiale bonus che non avevo di un album che avevo già (The Divine Conspiracy degli Epica); tre album di progetti solisti di artisti che fanno (o hanno fatto) parte di gruppi che seguo da sempre (Golden Days di Bryan May con Kerry Ellis, Ghost Book di Kevin Moore e, soprattutto, The Jester’s Court di Chris Caffery); quattro album di gruppi di cui già avevo del materiale, ma di cui ero curioso di sentire altra della loro musica (Anywhere but Home degli Evanescence, Live at the Gorge dei Pearl Jam, Faith Hope Love dei King’s X e, soprattutto Amor Vincit Omnia dei Pure Reason Revolution, gruppo che mi era stato suggerito dallo stesso amico protagonista di questo post poco tempo prima); due album di gruppi che non avevo mai sentito ma che, per quel prezzo, potevo prendere senza alcun problema (Ticket to the Moon dei Magna Carta e l’album omonimo de La Famiglia Superstar)

Mentre ero lì a cercare i dischi per fare l’ordine vedo, sempre su Discogs, la segnalazione di un G3[1] che dovevo assolutamente prendermi, ovvero quello con Joe Satriani, Steve Vai e Yngwie Malmsteen.

Trovata l’offerta migliore, nella pagina del venditore vedo anche: un disco solista (di norma molto difficile da reperire) di un artista che fa parte di una band che seguo da ormai quasi 30 anni ad un prezzo stracciato (l’album omonimo di Gary Hughes); tre dei quattro dischi che non ero riuscito a procurarmi dei Bermuda Acoustic Trio [2] quando, ai tempi, avevo fatto l’ordine sul sito della band

Dopo questo intermezzo, torno a seguire la lista di quelli che, ormai, io chiamo “suggerimenti bosieschi” ed il secondo nome ad incuriosirmi di più è quello dei Knight Area. Vado a cercare informazioni in merito e vedo che il loro bassista è Peter Vink, bassista olandese attivo fin dagli anni ’60 che è stato reclutato anche da Arjen Anthony Lucassen per gli eventi live del suo progetto Ayreon [3]. In quel momento ho deciso che avrei preso tutti i loro album che sarei riuscito a trovare in giro per il web.

Guardando su Discogs, però, ho visto che non c’era un venditore che avesse i loro album in blocco e quindi, per cercare di fare meno spedizioni possibili, sono andato a cercare se avessero un loro sito e, eventualmente, un loro negozio online.

Trovato sia il sito che il negozio ho visto che, rispetto alla discografia ufficiale segnata sul sito, nel loro negozio avevano disponibili 6 dei loro 10 album. Visto che uno in particolare dei 6 album in questione, però, lo avevo visto anche su amazon in versione contente una canzone in più, allora ho preso:

5 dei 6 album disponibili sul loro sito ufficiale, di cui 4 da studio (Under A New Sign, Nine Paths, Hyperdrive e Heaven and Beyond) e un live (Hyperlive)

Uno dei loro album non disponibili sul loro sito (The Sun Also Rises); un album raro che completa la discografia di un gruppo suggeritomi ormai più di vent’anni fa da uno dei miei migliori amici (l’album omonimo degli Ark) [4]; un album che, anni fa, avevo provato ad acquistare due volte su due negozi online diversi che lo davano disponibile ma, al momento di evadere l’ordine, mi dicevano che non lo avevano disponibile (In Praise of Science degli Arachnes); un album di cui ricordavo di aver letto ai tempi una recensione che mi aveva incuriosito (Ore Disturbate degli Aliceversa); un singolo (anche se in realtà avrei voluto prendermi un suo album, ma me ne sono accorto troppo tardi) di un’artista consigliatami da un altro dei miei migliori amici anche questa ormai vent’anni fa (Tumba di Angélique Kidjo)

L’album trovato su amazon assieme ad un altro loro album che sul sito ufficiale era andato esaurito (D-Day II The Final Chapter e D-Day); due album di un’altra band suggeritami in questa occasione (Civilisation e Another World dei Southern Empire); i due album che mi mancavano per completare la discografia di un altro gruppo che lo stesso amico in questione mi aveva suggerito qualche tempo fa (La Muerta e A Song For The Homeless dei Subsignal)

Mentre stavo facendo questo ultimo ordine, tra i video suggeriti da youtube, ne vedo uno di reazione alla musica in cui il titolare del canale mostrava un video musicale ad un ospite. Quando mi accorgo che l’ospite in questione era Albert Bouchard [5] comincio ad ascoltare attentamente e, quando sento che ha pubblicato da poco un album intitolato “Imaginos III”, il mio primo pensiero è “se c’è anche solo una copia ancora in giro di questo album devo averlo”.

Al che, nel giro di pochi minuti, vedo che su amazon ci sono sia “Imaginos III” che “Imaginos II” e li acquisto senza pensarci un minuto (Imaginos dei Blue Öyster Cult è uno dei miei album preferiti di sempre ed ero troppo curioso di sapere come fossero i suoi sequel).

In quel momento erano passate poco più di ventiquattr’ore da quando a Fabiana era stato diagnosticato il Covid e, rivedendo tutti gli acquisti fatti in quel breve lasso di tempo, ho contattato l’amico che mi aveva dato la serie di consigli che stavo seguendo, per raccontargli tutta la situazione e gli spedisco il saldo di un’ordine di CD per cui gli avevo dato un acconto ad agosto.

La storia avrebbe potuto anche concludersi qui, ma capita spesso che le cose non vadano proprio come uno si immagina.

Le notizie inattese e la belva si scatena ancora

Sono passate da poco le 9.30 di mattina del primo ottobre quando mi arriva una notifica di un rimborso parziale dell’ordine in cui c’era il CD dei Ghost Community. Controllando la pagina dell’ordine vedo che all’appello mancheranno diversi album tra cui sicuramente l’edizione limitata dell’album degli Epica, gli album dei Chumbawamba e dei Pure Reason Revolution. Inoltre ci sono due rimborsi per degli importi che, nell’ordine, sono presenti con due diversi album ciascuno. Una delle coppie d’album è quella tra Ghost Community e Bryan May e, per colmo di sfortuna, il disco mancante è proprio quello dei Ghost Community, cosa che mi fa imprecare a livelli non sospettabili e mi scatena il bisogno quasi fisico di cercarlo di nuovo. Lo trovo di nuovo su Discogs ma, a differenza della prima volta che era sulla pagina di un rivenditore italiano, lo trovo sulla pagina di un rivenditore canadese e quindi eccomi a cercare anche altri album potenzialmente interessanti per non spendere più di spese postali che non dell’album in sé. Nella ricerca

I primi album che mi saltano all’occhio sono tre album dei Magellan (Hour of Restoration, Test of Wills e Hundred Year Flood) un gruppo che mi aveva sempre intrigato parecchio, ma di cui avevo sempre fatto molta fatica a reperire gli album a prezzi accettabili (di loro, in più di vent’anni, ero riuscito a trovare 2 dei loro 7 album)

Poi vedo album di artisti che mi piacciono e di cui vorrei approfondire l’ascolto (Into the Sunset di Erik Norlander; The World that We Drive Through e The Music That Died Alone dei The Tangent; Dark Matter degli IQ).

Infine vedo due album di un gruppo che non conoscevo minimamente (gli Explorers Club) e che, non sapevo per quale motivo, mi stavano incuriosendo. Andando a cercare informazioni, vedo che le menti principali del gruppo erano i fratelli Trent e Wayne Gardner (gli stessi dei Magellan) che, sotto quel nome, avevano collaborato con membri dei Dream Theater ed altri mostri sacri della scena hard’n’heavy, per cui ogni dubbio era scomparso.

Scottato dall’esperienza precedente, però, prima di far partire l’ordine chiedo al venditore se avesse ancora a magazzino il titolo dei Ghost Community, per evitare di fare l’ordine e poi di sentirmi dire di nuovo che “quel titolo mancava per cui me lo avrebbero rimborsato”.

Nel frattempo, però, la belva era di nuovo in piena attività e aveva fame di acquisti consolidati.

La prima cosa che mi è venuta in mente è che, visto quello che avevo vissuto nel fine settimana in cui ero andato in Olanda con un mio amico per vedere il concerto degli Ayreon [6], è stata quella di cercare gli album dei Toehider

Visto che, su Discogs, la situazione era di nuovo quella per cui, per riuscire a prendere i loro dischi, avrei dovuto fare ordini da almeno 5 rivenditori diversi, decido di nuovo di cercare se la band ha un proprio negozio e lo trovo sulla loro pagina di Bandcamp al che faccio incetta di tutti gli album che trovo su supporto fisico.

P.S. due di questi album, che avrebbero dovuto essere spediti ad Ottobre 2023, sono partiti dopo diversi mesi, ma l’importante è che li abbiano spediti e che siano arrivati.

Subito dopo, però, visto che ormai mi mancavano solo due album per completare la discografia dei Magellan, ma vuoi non metterti a cercarli?

Li trovo su Discogs da due rivenditori differenti solo che, nel primo caso, faccio subito l’ordine assieme ad un album che mi era stato rimborsato in un ordine precedente (Tubthumper dei Chumbawamba) ed un album tributo molto particolare suggeritomi dallo stesso amico che mi aveva fatto conoscere gli Ark (Scacco al Maestro Vol. 1 dei Calibro 35 dove suonano e reinterpretano musiche di Ennio Morricone).

Nel secondo caso, invece, aspetto a fare l’ordine perché ci sono dettagli che mi fanno prima chiedere informazioni al venditore.

Nel frattempo, però, dal venditore presso cui avevo ordinato il disco del G3, mi arriva la notizia che il disco è mancante, per cui mi manderebbero un rimborso.

Faccio comunque procedere il resto dell’ordine ma la carogna sale di nuovo a livelli astronomici: DUE ORDINI COSTRUITI ATTORNO A DUE DISCHI… CHE POI I VENDITORI NON AVEVANO!!!!!

Al che cerco di nuovo su Discogs l’album del G3, lo ritrovo da un altro venditore e, come le altre volte, vedo anche se può esserci altro di interessante e trovo:

Un live acustico di un gruppo A.O.R. (No Electricity Required degli FM); un album metal la cui recensione mi aveva incuriosito quando l’avevo letta molti anni prima (l’album omonimo degli Ivory Tower); l’album contenente una canzone che girava molto spesso in radio negli anni ’90 e che, nonostante fosse proprio leggera, mi piaceva parecchio (Dish of the Day dei Fool’s Garden e la canzone in questione era “The Lemon Tree”)

Inoltre, nel corso della giornata, mi trovo a passare anche da due dei miei negozi di dischi di riferimento e, se in uno dei due esco con un acquisto abbastanza contenuto con:

  • L’ultimo live di un’artista che seguo ormai da quasi 25 anni nelle sue varie incarnazioni artistiche (An Evening of Innocence and Danger della Neal Morse Band)
  • Un disco a caso tra quelli di un gruppo che avrei voluto ascoltare da quando il loro cantante ha collaborato a quel capolavoro pazzesco che corrisponde al titolo di “Valhalleluja” dei Nanowar of Steel (se non ti è ancora mai capitato, ti consiglio vivamente di ascoltarla), ovvero: “Legend from Beyond the Galactic Terrorvortex” dei Gloryhammer
  • Un disco di un progetto creato da due icone della musica prog che mi incuriosiva da sempre (Icon3 di Wetton / Downes)
  • Un disco di un gruppo di cui avevo sempre sentito parlare ma di cui non avevo mai ascoltato nulla e a cui volevo provare ad avvicinarmi (Pray for Villains dei DevilDriver)

nell’altro, approfittando delle varie offerte da “1 album in CD a 8 euro; 3 album per 20” e “album a 5 euro”, mi lascio trasportare molto di più tra:

  • dischi di artisti che già seguivo (come i King’s X, i Lacrimosa, i Mr. Big e gli Orden Ogan)
  • dischi di artisti che conoscevo di nome, ma di cui avevo ascoltato molto poco, o addirittura nulla (come Sebastian Bach, gli Steel Panther, i Ramones, Tim Ripper Owens e i Laaz Rockit)
  • dischi di artisti che non conoscevo minimamente (come i Jing Chi, gli Heavenly, gli Imperial Child e i Majesty)

sono uscito dal doppio giro decisamente soddisfatto.

In questo momento è il 3 ottobre 2023 e la bestia sembra placarsi ma c’è un pensiero che ancora gira per la testa: “ma vuoi non prendere l’unico disco che ti manca per completare la discografia dei Magellan?” …

La (piccola) battaglia tra la belva e il controllore

Diciamo che, in quei giorni, da una parte la bestia spingeva per acquistare e, dall’altra, c’era anche il pensiero che, effettivamente, la cifra spesa per gli ordini già fatti era effettivamente significativa per cui le due voci si sono prese vicendevolmente a schiaffoni per un po’ ma, dopo nemmeno 72 ore, quando vedo la notizia che, nel giro di pochi giorni, sarebbero usciti quasi in contemporanea i nuovi album di ben 3 gruppi metal Italiani trai i miei preferiti (con il nuovo album di un quarto gruppo che conoscevo solo di nome) il primo pensiero è stato uno solo:

“NON POSSO non comprarli”.

A questo punto sono crollate anche le ultime resistenze sull’ordinare il disco che mi mancava dei Magellan e, quindi, dopo aver verificato col venditore che il disco dei Magellan fosse realmente disponibile (dopo le due esperienze col disco dei Ghost Community e del G3 non volevo correre il rischio che si verificasse una terza volta, col rischio che la bestia ringhiasse ancora in modo assordante) e dopo aver visto se ci fosse altro di interessante, prima faccio l’ordine pro Magellan con:

Un disco di un gruppo italiano di cui avevo sempre e solo sentito parlare, senza mai aver ascoltato nulla di loro (Ottavio della Bandabardò); “Innocent God” (ovvero l’ultimo album che mi mancava dei Magellan); un album di un gruppo che prende le canzoni dei Beatles e le suona riarrangiando le melodie come se venissero suonate dai Metallica, e modificando testi e titoli in modo che ci siano giochi di parole che uniscono le canzoni dei Beatles e quelle dei Metallica (Sgt. Hetfield’s Motorbreath Pub Band dei Beatallica); Un live acustico di una firma storica della musica italiana (Unplugged 1 e 2 di Aldo Tagliapietra) e un live sinfonico di un grande artista (Live in Colombia degli Alan Parsons Symphonic Project)

e poi l’ordine delle novità del metal Italiano con:

Il nuovo album dei Temperance (un gruppo che avevo conosciuto durante un concerto a Roma in cui erano di supporto agli Epica ed ai Nightwish, allora già con Floor Jansen, e che mi avevano colpito al punto da farmi decidere di recuperare quanto avessero già pubblicato e ad acquistare, da lì in avanti, ogni loro album futuro) in una confezione con CD + maglietta + libro con la storia raccontata poi anche nell’album; il nuovo album degli Eldritch (un’altra band che mi aveva conquistato dopo un’esibizione bomba, ma in questo caso era il Gods of Metal del 1997, loro erano al secondo album da studio e, con quel concerto, sono riusciti a diventare uno dei miei gruppi italiani preferiti di sempre); il nuovo dei DGM (altro gruppo italiano a metà tra il power metal ed il progressive metal che ha sempre saputo stupirmi con la sua classe cristallina); l’ultimo dei Secret Sphere (il gruppo di cui ancora non avevo ascoltato nulla, ma la cui musica mi è comunque piaciuta quando ho poi avuto modo di ascoltarla).

A questo punto siamo al 6 ottobre 2023 e la belva pare, finalmente, acquietarsi.

Intermezzo: gli arrivi dei pacchi

In tutto questo, mentre la belva ruggiva come non mai, nei primi 10 giorni di ottobre avevano anche cominciato ad arrivare i pacchi relativi agli ordini che, mano a mano, facevo e, almeno in un paio di occasioni, ho avuto anche delle belle sorprese, come un CD-singolo autografato in regalo da parte del negozio ufficiale dei Knight Area, o il fatto che mi era stato fatto un rimborso per un CD che poi mi era comunque arrivato con l’ordine (tra l’altro ho avvisato il venditore della cosa chiedendogli come potessi mandargli l’importo che mi aveva rimborsato erroneamente, e lui mi ha detto che andava bene così).

Morale: ogni volta che arrivava un pacco per me, si trattava di musica e il mio spirito si consolava e gioiva di poter ancora allargare i miei gusti e le mie conoscenze musicali, senza contare il fatto che mi divertivo anche a convertire i CD in mp3 per immagazzinarli su computer.

Nonostante tutto questo, però, tre giorni dopo, mentre sono ancora impegnato nel lavoro di conversione della musica e di organizzazione dei tag[7], capito su un video di YouTube in cui, un appassionato di musica, parla di 5 concept album progressive metal moderno (ovvero dagli anni ’90 in poi) e, (s)fortunatamente (ovviamente dipende dai punti di vista) sento che quello che considera il migliore tra questi è un concept di Neal Morse che, tra l’altro, ha una storia che viene sviluppata in due album consecutivi…

Il colpo di coda

La mia fantasia si era di nuovo accesa e, nonostante la belva si fosse già abbondantemente sfamata durante quei giorni, troppa è stata la voglia di acquistare quei due album e, quindi, rieccomi su discogs.

Di uno dei due (“The Great Adventure”, la seconda parte della storia) trovo la versione da studio mentre della prima parte della storia (ovvero l’album di cui ha parlato lo YouTuber in questione) ho trovato la versione dal vivo, insieme ad altri dischi che cercavo veramente da tanto tempo, come l’ultimo di Bob Catley, o l’album dei Candlemass che, in quella edizione particolare, conteneva anche un secondo album mai pubblicato prima del progetto Abstrakt Algebra, ed anche album di artisti di cui o non avevo ascoltato nulla o comunque avevo ascoltato poco e di cui ero curioso di approfondire, come gli Alcatrazz, gli Aphrodite’s Child, gli Armored Saint ed i Big Elf.

A questo punto, siamo al 10 ottobre 2023 (il giorno in cui saremmo dovuti rientrare da Rimini) e io, da una parte, aspetto che finiscano di arrivare i pacchi degli ordini fatti in negozi sparsi per vari angoli del globo e, dall’altra, sfrutto l’ultima settimana di ferie per convertire la musica acquistata da CD ad mp3, mentre Fabiana sta ancora stentando a riprendersi dal Covid.

Epilogo

parte 1: il rientro al lavoro e le buone notizie

Quando, il 17 ottobre 2023, ricomincio a lavorare, lo faccio in smart-working e, nel leggere la classica montagna di mail che si accumula mentre sei in ferie, mi salta all’occhio la mail di un collega da cui più volte, nel corso degli anni, ho acquistato CD usati ad ottimo prezzo. Nella mail lui scrive che si sta liberando di tutta una parte della sua collezione perché ha cominciato ad aver seri problemi di stoccaggio in casa sua e mi manda la lista completa di tutti gli album che vuole vendere. Nel guardare la lista vedo che ci sono veramente molti titoli che mi interessano per i motivi più disparati: da titoli di artisti che già conoscevo bene e che mi mancavano, ad artisti che non avevo mai sentito nominare ma che mi incuriosivano o per i generi dichiarati, o per titoli degli album in sé; da artisti che conoscevo poco e che volevo approfondire, a quelle che erano vere e proprie chicche per collezionisti.

Di primo acchito, però, cerco di limitare le richieste perché i soldi spesi negli acquisti fatti in quei fatidici “giorni della belva” tra il 29 settembre ed il 10 ottobre 2023 erano stati una cifra veramente importante. Tra l’altro, parlando con il mio collega, la richiesta era quella di aspettare ad inizio novembre per fare l’acquisto per darmi anche il tempo di recuperare fondi ma, il mio collega, mi dice che per lui non è un problema; che i dischi preferisce darli a me piuttosto che ad altri e che potevo pagare anche a rate da 50 euro al mese senza avere alcuna fretta.

parte 2: gli scrupoli, la richiesta e la luce verde

Quando guardo la quantità di album che avevo messo in lista, però, mi vengono parecchi scrupoli perché, anche fatti a prezzi molto di favore, 160 album sono comunque una spesa notevole e, proprio a causa di quanto successo tra il 29 settembre ed il 10 ottobre, decido di parlarne prima con mia moglie.

Quindi le dico che, visto che sapevo la spesa che avevo sostenuto per acquistare musica fino a quel momento, io stavo pensando di fare quell’acquisto solo ed esclusivamente perché, da parte del mio collega, c’erano state le affermazioni per cui preferiva che fossi io ad acquistare i CD piuttosto che altri, che avrei potuto pagare a rate e che avrei potuto metterci tutto il tempo che volevo senza alcun problema ma le ho anche detto che, se lei mi avesse detto di no o se avesse comunque espresso dei dubbi, io non avrei fatto quell’ulteriore acquisto.

Mia moglie mi guarda, si prende il suo tempo per riflettere, e poi mi dice che per lei va bene così confermo la lista al mio collega e, quando il 7 novembre ritorno in ufficio per la prima volta, ritiro il tutto in due scatole di CD piene fino all’orlo (tra lo stupore dei colleghi del mio gruppo di lavoro e del mio capo-ufficio).

Il mega acquisto dal collega spacciatore di CD usati
Firulì, firulà!

Non mi metto ad elencarli uno per uno che se no questo post diventa più chilometrico di quanto già non sia. [Ahem… si lo so che a volte sono logorroico, ma che ci posso fare?] (qui di fianco vedete la mia faccina da “innocente che passava di lì per caso”).

parte 3: la conclusione di tutta la storia

Come ho detto prima il giorno in cui sono rientrato in ufficio è stato il 7 novembre che, guarda caso, è anche il giorno dopo il mio compleanno (che avrei festeggiato con parenti ed amici di lì a pochi giorni) e, tra i regali, mi arrivano dei buoni spesa presso negozi che sono miei abituali fornitori musicali di fiducia (buoni acquisto che io, da anni, chiamo ormai “i biglietti esci gratis di prigione”) e quindi… che vuoi farci se non spenderli in acquisti musicali?

Ne approfitto quindi per prendere:

Qualche elemento della serie di CD dei Dream Theater nota come “Lost not Forgotten Archives” in cui loro hanno pubblicato sia una serie di concerti ancora non usciti nella loro discografia ufficiale, una serie di making of dei loro album da studio ed una serie di demo relativi a dei loro album da studio (io mi sono concentrato sui concerti)

Un misto tra CD che avevo da parte presso uno dei miei fornitori di fiducia di cui avevo qualche “biglietto esci gratis di prigione”

A cui sono aggiunti i CD che mi sono stati regalati.

Morale della favola: mettendo le carte in tavola (OPS, i CD volevo dire) il risultato è questo.

Ebbene sì, devo proprio dirlo. Ne ho avuta davvero tanta di roba da ascoltare.

Note a piè di pagina

[1] il G3 è un progetto inventato da Joe Satriani nel 1996 che è andato avanti fino al 2012 per fare dei tour in giro per il mondo con altri virtuosi della chitarra. L’altro ospite quasi fisso (ha saltato solo 2 edizioni) è Steve Vai, mentre il terzo chitarrista era variabile e la struttura del concerto era:

  1. Esibizioni in solitaria di ciascuno dei tre chitarristi con esecuzione di canzoni del loro repertorio in questo ordine
    • Esibizione del chitarrista ospite
    • Esibizione di Steve Vai (nelle due edizioni che ha saltato ci sono state al suo posto le esibizioni di Uli Jon Roth e di John Petrucci)
    • Esibizione di Joe Satriani
  2. Esibizione dei tre chitarristi tutti assieme sul palco ad eseguire cover di canzoni iconiche della chitarra rock degli anni ’60, ’70 ed ’80

[2] i Bermuda Acoustic Trio sono un gruppo italiano che, dal 1995, fa concerti in giro per l’Italia ed all’estero riproponendo in chiave acustica tra rock e jazz classici del rock italiano ed internazionale.

[3] gli Ayreon sono un progetto creato nel 1995 dal polistrumentista olandese Arjen Anthony Lucassen in cui lui crea musiche e testi per delle vere e proprie “metal opera” che poi registra suonando la maggior parte degli strumenti e fa cantare a diversi cantanti che chiama come ospiti. Ne ho parlato diffusamente proprio in questo blog nella rubrica “oltre il mainstream” e, se vuoi, puoi leggere la scheda che ho fatto

[4] Gli Ark sono un gruppo norvegese di power metal con solo 2 album all’attivo. Il mio amico mi aveva fatto ascoltare il 2° album (Burn the Sun) e, qualche tempo dopo, me lo aveva regalato per un compleanno o per un natale in una delle occasioni in cui ci “scambiavamo ombrelli” (gioco tra me e il mio amico che, ogni volta che ci regaliamo musica ed arriviamo con i pacchi formato CD, ci diciamo “chissà cos’è” e “sicuramente è un ombrello”). Nel 2019, quando ho scoperto il sito di Discogs grazie ad un mio collega, nonché procacciatore di CD usati, ed ho visto che c’era anche il 1° album omonimo degli Ark, ne ho approfittato per procurarlo per il mio amico. Quando, in questa occasione, ho visto che è tornato disponibile ad un prezzo umano, ne ho approfittato anch’io.

[5] Albert Bouchard è uno degli elementi della formazione originale dei Blue Öyster Cult, gruppo statunitense di hard rock attivo fin dagli anni ’70 che seguo da quando avevo 14 anni e che ha composto e pubblicato diversi dei miei album preferiti.

[6] La parte dell’esperienza Tilburg a cui mi riferisco qui è il concerto acustico di Michael Mills, l’uomo che si cela dietro il logo Toehider

[7] I Tag sono dei campi all’interno dei file mp3 che contengono vari tipi di informazione sul file musicale che si sta ascoltando: dall’artista o gruppo, al titolo della canzone; dal titolo dell’album da cui la canzone è tratta, all’anno di pubblicazione; dal se è un’edizione standard, limitata o altro al se ci sono artisti ospiti o nell’album intero o in quella singola canzone e molto altro.

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