Gli Album

Ayreon, gli album da studio parte 1

1995: THE FINAL EXPERIMENT

LA SCALETTA

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Prologue
  1. Prologue [3:16]
    1. The Time Telepathy Experiment
    2. Ouverture
    3. Ayreon’s Quest
Act I: ‘The Dawning’
  1. The Awareness [6:36]
    1. The Premonition
    2. Dreamtime (Words Become a Song)
    3. The Awakening
  2. Eyes of Time [5:06]
    1. Eyes of Time
    2. Brainwaves
  1. The Banishment [11:08]
    1. A New Dawn
    2. The Gathering
    3. The Accusation
    4. The Banishment
    5. Oblivion
Act II: ‘King’s Arthur Court’
  1. Ye Courtyard Minstrel Boy [2:46]
  2. Sail Away to Avalon [4:02]
  3. Nature’s Dance [2:28]
Act III: ‘Visual Echoes’
  1. Computer-Reign (Game Over) [3:25]
  2. Waracle [6:44]
  3. Listen to the Waves [4:59]
  4. Magic Ride [3:36]
Act IV: ‘Merlin’s Will and Ayreon’s Fate’
  1. Merlin’s Will [3:20]
  2. The Charm of the Seer [4:12]
  3. Swan Song [2:44]
  4. Ayreon’s Fate [6:56]
    1. Ayreon’s Fate
    2. Merlin’s Prophecy
    3. Epilogue

LA STORIA

La storia narrata nell’album inizia nel 2084 (data scelta da Arjen in quanto un secolo esatto dopo l’anno “1984”, del romanzo di George Orwell) e racconta di come, proprio in quell’anno, il genere umano sia sull’orlo dell’estinzione a causa dello sfruttamento del pianeta portato a livelli estremi e dell’uso indiscriminato della tecnologia.

Gli scienziati del ventunesimo secolo hanno sviluppato un software chiamato “telepatia temporale” in grado di trasmettere le immagini del declino dell’umanità indietro nel tempo, sperando che servano da monito all’umanità del passato, per evitare il destino a cui andranno incontro. Queste visioni vengono percepite da un bardo cieco della Britannia del sesto secolo dopo cristo, il cui nome è Ayreon.

Partendo da questa trama presentata nel pezzo di apertura dell’album, la storia si dipana attraverso gli altri 14 brani del disco, divisi in quattro atti separati e distinti dove: nel primo Ayreon recepisce queste visioni e si rende conto di cosa realmente significhino, per cui si impegna a mettere sull’avviso la gente del suo villaggio che, però, non gli crede, lo accusa di stregoneria e, dopo un processo, lo bandisce dalla comunità; nel secondo e nel terzo atto Ayreon, arrivato alla corte di Re Artù, canta delle visioni che ha avuto, nella speranza di riuscire a convincere il Re del pericolo che corre l’umanità incorrendo, però, nell’invidia e nell’ira di Merlino, che convince la corte del fatto che Ayreon sia un millantatore; nel quarto e ultimo atto, infine, Merlino maledice e condanna a morte Ayreon, che affronta il suo destino, ma, ad esecuzione avvenuta, Merlino ha a sua volta una visione che gli fa capire la veridicità di ciò che aveva visto Ayreon e, a quel punto, lui stesso fa una profezia.

LA FORMAZIONE

N.B. la presenza di testo in parentesi a fianco di un cantante o di uno strumentista, indica le canzoni in cui è intervenuto rispetto al suo ruolo; l’assenza di testo in parentesi indica che ha mantenuto quel ruolo, o suonato quello strumento, per tutte le canzoni del disco.

I Cantanti

I Coristi

  • Mirjam Van Doorn & Debby Schreuder (2b, 3a, 4c, 4d, 6, 8, 9, 11, 12, 15a)
  • Rene Merkelbach (3a, 4c, 6, 7, 11, 12)
  • Arjen Lucassen (3a, 4c, 6, 7, 10, 11, 12, 13)
  • Jolanda Verduijn, Lucie Hillen, Ruud Houweling (13)

Gli Strumentisti

  • Arjen Lucassen: Chitarre e Tastiere
  • Ernst Van Ee: Batteria
  • Clem Determeijer: Hammond, Minimoog, Mellotron, Sintetizzatori, Clavicembalo, Piano e Tastiere

Strumentisti con parti specifiche

  • Arjen Lucassen: Basso (2b, 9, 10, 12, 13)
  • Jolanda Verduijn: Basso (4b, 4c, 6, 15a, 15b)
  • Peter Vink: Basso (3a, 3b, 4d, 4e, 8)
  • Jan Bijlsma: Basso (11)
  • Barry Hay: Flauto Contralto (6)

Per l’esordio del suo progetto, Arjen Lucassen chiama quasi tutti elementi della scena musicale Olandese. Nell’elenco degli ospiti, spicca il nome di Barry Hay, già cantante della rock band Golden Earring, diventata famosa negli anni ’70 grazie al successo “Radar Love”.

LA RECENSIONE

“This is the voice of Merlin. Listen well, for it concerns you”

Questa la frase che da inizio ad un racconto che si svilupperà nel corso di anni e di diversi album, e il tono solenne, tipico della profezia, crea da subito la giusta suspense, per farci immergere nelle atmosfere musicale e liriche di questo album. “Prologue” continua con la prima parte del monologo, che va ad incastrarsi su una breve parte strumentale, che è un’anteprima delle idee che verranno sviluppate nel corso dell’album, per poi ritornare ad una seconda parte di monologo, che descrive in sintesi quella che sarà “La missione di Ayreon”.

Fin da subito il respiro dell’album è epico e drammatico e, quando “Prologue”, con la frase

“Let’s go back to the dark ages…”,

lascia spazio a “The Awareness”, la delicatezza dell’arpeggio iniziale, ci trasporta direttamente in un’atmosfera proprio da epoca arturiana. Da quel momento in poi la musica ci prende per mano e ci guida attraverso le peripezie di Ayreon, con l’insieme degli strumenti usati, a creare una serie di dinamiche molto variegate, che si sposano perfettamente coi vari momenti della storia e con le emozioni che intende suscitare, proprio grazie alla commistione di stili che si susseguono e si fondono senza soluzione di continuità.

Mentre tastiere e sintetizzatori, contribuiscono in maniera forte a creare l’atmosfera più prettamente “prog”, che risulta essere un tessuto che si dipana in molte canzoni dell’album, collegandole tra loro, le chitarre passano da momenti acustici, a momenti distorti e le voci degli ospiti si alternano in vari stili, dal cantato di stile hard rock, a quello growl, tipico del death metal, che si sente in uno dei momenti chiave dell’album (il momento è la parte di “The Banishment” in cui Ayreon, bandito dal suo villaggio, si sente scivolare nell’oblio) passando attraverso stili cantati molto più sottili e delicati, creando un insieme cangiante che permette all’ascoltatore di viaggiare attraverso la storia narrata, fino all’epilogo finale dove la profezia di Merlino, chiama in causa anche ciascuno di noi.

È interessante notare che il brano “Merlin’s Prophecy” (la parte b della traccia finale del disco) si compone di due strofe da 7 versi cadauna, ed è eseguita da 6 cantanti diversi che si alternano nel ruolo di Merlino col cantante che inizia una strofa a prendersi i 3 versi iniziali, e gli altri due a spartirsi gli altri 4, cantandone 2 a testa, come se la voce di Merlino potesse passare attraverso personaggi diversi nel corso dei secoli, fino ad arrivare a noi, chiudendo l’album con un tono fortemente drammatico e solenne, che risulta la chiosa perfetta per questa storia.

Esordio assolutamente notevole, che riporta alla luce il genere Opera rock / metal, in anni in cui tutti sembravano essersi dimenticati della sua esistenza.

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