Vibrazioni 1.0

Una triste commedia

Questo post nasce da due storie raccontatemi in due momenti diversi e che stasera sono affiorate affiancandosi nella mia memoria: la prima ha per protagonisti una madre ed un figlio; la seconda un gruppo di amici seduti attorno ad un tavolo.

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Un figlio fa alla madre un regalo per il suo compleanno, la madre passa interi giorni a parlare con le persone che ha vicino, per dire quanto era bello il regalo che il figlio le aveva fatto, salvo poi scrivere su un taccuino che “da quando il mio compagno mi ha parlato del regalo che mi avrebbe dato mio figlio, già sapevo che non mi sarebbe piaciuto”. Quando il figlio mi ha raccontato questo episodio, mi ha anche detto che lui si aspettava già quel giudizio da parte di sua madre e, alla mia domanda sul perché, allora, le avesse fatto un regalo del genere, lui mi ha risposto “perché era il miglior regalo che potessi farle”.

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Ad una tavolata di amici, nei vari discorsi che si intrecciano, ad un certo punto, uno dei commensali inizia a raccontare di una sera un cui si è fatto “la scopata più bella della sua vita”, con estrema dovizia di particolari. Mano a mano che va avanti nel discorso, si capisce che quest uomo è sposato e che non è la moglie la protagonista di quella notte di cui si sta fieramente vantando. Inoltre lui racconta tutto con la naturalezza di chi sa che il racconto non verrà mai a conoscenza della moglie, assente a quella cena.

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Il comune denominatore di queste storie, che mi ha intristito profondamente, è la menzogna. Il vedere come molta gente costruisca attorno a se un castello di carte formato da bugie, a volte pietose, a volte colpevoli, ma sempre di un sapore tanto grigio, quanto squallido e poi ci si aggrappa con tutte le sue forze, tanto da giustificarlo di volta in volta con motivazioni che suonano altrettanto false quanto le bugie che si sono raccontate. Quante volte ho visto menzogne atroci giustificate tramite “educazione”; “l’ho fatto per il tuo bene”; “l’ho fatto per la nostra famiglia” e via discorrendo!

Davvero siamo arrivati al punto che si misura il valore di un regalo solo in base ai soldi che ci vengono spesi sopra? O che in una coppia non si possa mai essere certi che l’altra persona non ti stia tacendo qualcosa o non ti stia mentendo su qualcosa?

Eppure io so che è possibile essere assolutamente sinceri con la propria compagna, e so anche quanta gioia ci sia ad avere un rapporto senza segreti e di totale fiducia reciproca, proprio perché lo sto vivendo e proprio perché ho potuto vedere che la portata degli ostacoli che bisogna superare per arrivarci è molto inferiore alla soddisfazione che si ha quando si è andati oltre, e non posso fare a meno di intristirmi a vedere quanta gente, ancora, galleggia nel grigiore di una vita che si è cucita addosso senza convinzione, che causa innumerevoli rimpianti, rimorsi e frustrazioni e da cui non ha la volontà di togliersi, perché le manca il coraggio di guardarsi per quello che è.

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2 risposte »

  1. ieri sera, prima di addormentarci, parlavamo di questo tuo scritto, quindi voglio riportare qua quello che ti ho già detto a voce.una relazione a due, indipendentemente dalla natura che la tiene su – amicizia, amore ecc- è possibile se ci si mette veramente in gioco. Il mettersi in gioco significa dirsi la verità, non omettersi le cose, significa comunicare profondamente il proprio sentire.mi viene alla mente questa immagine, molto fisica:una bugia, un'omissione …chiamala come ti pare, in questo caso io utilizzerò il termine bugia.all'inizio la bugia è, a volte, piccolissima…diciamo come la punta di una spilla. poi per coprire questa piccola bugia iniziale se ne diranno altre…e la bugia diventa più grande. pensa ad una casa, è costruita coi mattoni. sostituisci ogni mattone con una bugia….alla fine saranno parecchi mattoni che andranno tolti (perchè la bugia è stata scoperta) e allora potrà esserci solo una crepa, che non mina la struttura della casa (relazione) ma che comunque ne rende difficoltoso il cammino futuro (perdita di fiducia) oppure la crepa sarà talmente grande da far crollare l'intero edificio (la relazione cessa di esistere).la sincerità è un programma di vita estremamente impegnativo, ma è il solo che io conosca per poter costruire insieme.

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