Vibrazioni 1.0

Una presentazione

Oggi vorrei presentarvi una persona veramente speciale e, per farlo, inizio a parlarvi un po’ della sua vita.

Da quando la conosco, non c’è mai stato un giorno in cui lei non dovesse fare i conti col dolore fisico e con le malattie che hanno minato il suo corpo fin dall’infanzia e che, nel corso degli anni, sono andate evolvendosi e accatastandosi come una sinistra collezione che ancora non ha smesso di ampliarsi, e nonostante questo la vedo affrontare la vita giorno dopo giorno col sorriso sulle labbra e con una determinazione assoluta. Ho ancora negli occhi lo sguardo dell’infermiera del pronto soccorso dell’ospedale di Vercelli, in cui l’avevo portata d’urgenza una sera, alla risposta che si è sentita dare quando le chiesto “soffre di qualche malattia signora?”, tanto da chiederle “nient’altro?” solo per sentirsi rispondere “ah, no è vero. Ho anche altro….”. Lo stesso sguardo che non fatico ad immaginare negli occhi di quelle che sono state le sue compagne di un corso che lei ha fatto per mettere nel suo curriculum vitae, nel rendersi conto che “le si alza al mattino non quando sta bene, ma solo quando il dolore è in una misura per lei ancora accettabile”, in un giorno in cui i calcoli ai reni stavano facendo qualche bizza di troppo.

Non ha mai avuto una vita facile, anche perché l’accumularsi di malattie è stato principalmente causato non da suoi comportamenti, ma dall’incompetenza di chi doveva capire ciò che aveva e non lo ha fatto, lasciando così che l’intolleranza di cui lei era vittima facesse tutti i danni possibili ed immaginabili, e nonostante questo mantiene abbastanza fiducia nella classe medica, da programmarsi un ricovero per una rieducazione alimentare per far fronte all’obesità, che nel suo caso non è altro che una delle conseguenze della mancata diagnosi iniziale, ed è stato assolutamente commovente sentire in questi giorni l’entusiasmo nella sua voce, al telefono con le sue amicizie, mentre diceva “dopo vent’anni riesco finalmente a camminare senza dolore” e percepire la sua volontà di iniziare l’ennesima lotta della sua vita.

Ogni giorno è una scommessa, per lei, perché non sa fino a quando l’equilibrio precario della sua salute reggerà, ma non solo non rinuncia a vivere la sua vita ed a fare progetti per il suo futuro, ma si spende anche per essere d’aiuto agli altri, in ogni modo che lei veda come possibile e non perde occasione per donarti un sorriso o un po’ della sua energia nonostante in passato, appena la malattia le aveva reso impossibile il rendersi utile per il suo gruppo di amicizie, sia stata palesemente abbandonata da quasi tutti coloro che, fino ad allora, avevano condiviso il suo cammino.

Troppe volte mi dice “io mi sento una persona assolutamente normale, come tutti”, e tutte queste volte io le rispondo che non è vero, ma sento che lei non riesce a crederci fino in fondo. Per questo ho deciso di presentarvela per quella che è, ovvero una donna che, nonostante tutto, non rinuncia mai a lottare, a vivere e ad essere felice per quello che ha, piuttosto che lamentarsi di quello che non ha; una persona che mette tutta se stessa in ogni cosa che fa, perché sa che in qualunque momento potrebbe capitarle di non poterlo più fare per il resto dei suoi giorni; una persona che anche quando si trova a dover rinunciare ad un proprio sogno, non solo non si abbatte, ma trova in ciò che sta vivendo la forza per andare avanti sempre e comunque.

Signore e signori, ecco a voi mia moglie.

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2 risposte »

  1. Io che la conosco un po', trovo la descrizione:perfetta!! Ma per me lei è assolutamente normale (malattie escluse) e come ti dissi il giorno delle nozze: Sei stato fortunato ad averla trovata!! (Però anche lei è stata fortunata, questo te lo dico ora!!)FioreS

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  2. ho aspettato diversi giorni per rispondereero e sono tutt'ora senza paroleoltre a dire che sono molto fortuna ad avere al mio fianco un uomo del genere…..posso solo dire che mai mi sarei aspettata di leggere queste sue parole!

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