Sport

Tre fenomeni fuori scala.

Premessa

Questo articolo si basa su un’analisi dei dati relativi ai tabelloni di singolare maschile e femminile di tutte le edizioni svolte alla data del 14/10/2020 dei tornei di tennis del Grande Slam, ovvero:

  • Wimbledon (edizioni dal 1877 al 2019)
  • U.S. Open (edizioni dal 1881 al 2020)
  • Roland Garros (edizioni dal 1891 al 2020, comprendendo quindi anche le edizioni fino al 1924, in cui il torneo era il campionato di Francia, riservato a tennisti di nazionalità francese, ed agli stranieri iscritti a circoli francesi).
  • Australian Open (edizioni dal 1905 al 2020)

Ho volutamente escluso i risultati dei tornei di doppio e di doppio misto, perché dagli anni ’90 ad oggi si è avuto un aumento della specializzazione tra tennisti di singolo e tennisti di doppio. Mentre prima era comunque normale anche per i migliori al mondo competere nei tornei del Grande Slam sia a livello di singolare, che di doppio che di doppio misto, negli ultimi 30 anni questa abitudine si è sempre più diradata, per cui i migliori in classifica di singolo, hanno giocato il doppio solo in modo sporadico.

Le due fonti da cui ho preso i dati sono state:

Nel prosieguo dell’articolo:

  • col termine “Slam” ci si riferirà ai tornei del Grande Slam
  • Tutti i calcoli fatti nel prosieguo dell’articolo, si basano su dati raccolti fino al 19 ottobre 2020.

l’immagine in evidenza dell’articolo è stata creata da fleurdekoning

I molti inizi della storia

Questa è una storia con molti inizi.

Inizia con un abbonamento ad un servizio di sport trasmesso via streaming, fatto per potermi guardare le partite del campionato italiano di pallacanestro, per poi scoprire, con piacevole sorpresa, che sullo stesso servizio avrei potuto seguire gli Slam di Tennis (3 su 4 effettivamente, ma Wimbledon ho trovato il modo di seguirlo tramite la radio del sito ufficiale del torneo londinese).

Inizia con me, che oltre ad essere appassionato di sport, sono anche un informatico, ovvero una persona che lavora con le informazioni, la logica e con ciò che serve per analizzare dati ed informazioni per ricavare altre informazioni.

Inizia con la scoperta di siti di informazione legati prettamente al tennis, in particolare il sito di Ubitennis e di Tennis Circus che mi permettono di seguire notizie sul tennis più approfondite di quelle che si trovano normalmente sui giornali sportivi.

Inizia con la mia voglia di difendere la nuova generazione di tennisti che sta emergendo in questi anni ed anche quelli che gli esperti di settore hanno definito “la generazione perduta”, in quanto composta da giocatori che, anche se di grande talento, non sono riusciti a raggiungere un numero significativo di vittorie negli Slam.

Così mi sono messo a raccogliere dati relativi ai risultati negli Slam cercando di dare un quadro che andasse oltre all’accoppiata di giocatori Vincitore / Finalista.

L’ultima scintilla

È il 17 settembre 2020, si sta giocando il torneo degli Internazionali di Roma e si è da poco conclusa l’edizione 2020 dello U.S. Open che, per quanto riguarda il torneo maschile è stato un momento molto particolare per due motivi:

  1. È stato il primo Slam dallo U.S. Open del 2016 (ovvero il primo in 14 Slam consecutivi) a non essere stato vinto da uno dei Big 3
  2. È stato il primo Slam da Wimbledon 2016 (ovvero il primo in 15 Slam consecutivi) a non avere nessuno dei Big 3 a disputare la finale

Nei giorni successivi alla finale dello U.S. Open, si erano lette diverse critiche ai due giocatori che ne avevano disputato la finale, perché ritenevano che a livello tecnico la finale fosse stata una partita non bella a causa dei molti errori fatti dai finalisti questione e che, se ci fosse stato almeno uno tra i Big 3 la finale sarebbe stata migliore.

Aprendo un articolo su Ubitennis, in cui viene intervistato Matteo Berrettini, un giovane tennista Italiano che si è distinto per aver raggiunto le semifinali dello U.S. Open nell’edizione del 2019, essere entrato nei primi 8 al mondo in tempo per giocarsi le Finali ATP del 2019 e per essere ancora stabile tra primi 10 al mondo. Scorro l’articolo e, ad un certo punto, mi imbatto nella frase più perfetta possibile per descrivere l’impatto che hanno avuto i Big 3 sul tennis maschile a livello mondiale.

Su social e mezzi di informazione ho letto cattiverie nei confronti miei e di altri giocatori come se avessimo fatto qualcosa di male alle famiglie di chi scrivevaMi mette tristezza leggere queste cose su ragazzi giovani che affrontano le prime grandi tensioni, con la pressione dell’esistenza di quei tre che, tutti insieme, sono qualcosa di allucinante. 

Per poi chiudere l’intervista dicendo

Mi fa tristezza pensare che c’è gente pronta a insultare professionisti che si allenano dalla mattina alla sera, ragazzi giovani che hanno vinto già tanto. Bisognerebbe avere un po’ più di rispetto e goderci quello che stiamo vivendo, perché lo sport non è una cosa semplice come sembra

Ed ecco lì il punto centrale della questione: i tennisti che si sono presi le critiche sono:

  • Alexander Zverev, 23 anni, professionista dal 2013 (quindi dall’età di 15 anni) con all’attivo 11 tornei di singolare vinti e, prima della finale dello U.S. Open 2020 persa al quinto set, negli Slam aveva raggiunto 1 volta le semifinali e altre due volte i quarti di finale
  • Dominic Thiem, 27 anni, professionista del 2011 (quindi dall’età di 17 anni) con all’attivo 17 tornei di singolare vinti e, prima della finale dello U.S. Open 2020 vinta contro Zverev, negli Slam aveva raggiunto 3 volte la finale, altre 2 volte le semifinali ed ancora un’altra volta i quarti di finale

ma il problema è che sono i risultati ottenuti dal Trio Allucinante ad essere talmente enormi, da avere modificato la percezione delle persone, tra cui anche quella degli addetti ai lavori, sia sui risultati che un tennista professionista dovrebbe ottenere per avere riconosciuto il proprio valore, sia delle tempistiche in cui quei tipi di risultati dovrebbero essere raggiunti, per evitare di venire bollati come “in crisi” o peggio.

Il Trio Allucinante e un accenno di storia del tennis moderno.

Quando Matteo Berrettini cita “quei tre”, sta parlando di: Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic.

Prima di snocciolare i risultati del Trio Allucinante, però, voglio inquadrare quella che è stata la storia del tennis moderno con alcuni dati essenziali.

  • Il tennis moderno, inteso come gioco con le regole base applicate ancora ad oggi, nasce nel 1874 come sport amatoriale
  • Il primo torneo maschile di tennis è stato il torneo di Wimbledon del 1877
  • Il primo torneo femminile di tennis è stato il torneo di Wimbledon del 1884
  • Gli altri tornei che, assieme a Wimbledon, hanno formato il cosiddetto “Grande Slam” sono (in ordine di nascita)
    • Lo U.S. Open (1881 il primo torneo maschile e 1887 il primo torneo femminile)
    • Il Roland Garros (1891 il primo torneo maschile e 1897 il primo torneo femminile)
    • L’Australian Open (1905 il primo torneo maschile e 1922 il primo torneo femminile.
  • Il primo anno in cui ha incominciato a redigersi una classifica a livello mondiale è stato
    • il 1973 per gli uomini, anno da cui si sono avvicendati 26 tennisti al n° 1 in classifica, di cui 17 hanno terminato almeno un anno solare al n° 1
    • il 1975 per le donne, anno da cui si sono avvicendate 27 tenniste al n° 1 in classifica, di cui 14 hanno terminato almeno un anno solare al n° 1

Proprio per il valore storico acquisito nel corso del tempo, gli Slam sono diventati l’unità di misura principale con cui valutare i risultati raggiunti in una carriera tennistica.

Ad oggi, in 144 annate della storia dei tornei del grande slam, si sono giocati in tutto 972 tornei di singolare, di cui 505 tornei maschili e 467 femminili distribuiti nel seguente modo:

  • 133 tornei di singolare maschile e 126 tornei di singolare femminile a Wimbledon
  • 140 tornei di singolare maschile e 134 tornei di singolare femminile allo U.S. Open
  • 124 tornei di singolare maschile e 113 tornei di singolare femminile al Roland Garros
  • 108 tornei di singolare maschile e 94 tornei di singolare femminile all’Australian Open

Nel corso del tempo, questi tornei si sono evoluti nell’organizzazione, anche per via di come la scena nel tennis cambiava nel corso del tempo, in particolare

  • Dalle origini fino al 1922, gli Slam si giocavano con la regola del Challenge Round, ovvero se il campione dell’edizione precedente decideva di difendere il titolo, veniva ammesso di diritto alla finale del torneo, che doveva essere giocata contro il giocatore che usciva vincitore dal tabellone ad eliminazione diretta in cui si trovavano tutti gli altri giocatori iscritti al torneo.
  • Dal 1922 in poi il Challenge Round viene abolito e quindi anche il campione in carica entra a far parte da subito del tabellone ad eliminazione diretta, come tutti gli altri giocatori iscritti.

L’altra evoluzione dell’organizzazione del gioco si ha per via della distinzione tra amatori e professionisti in particolare

  • Fino al 1920 il tennis era giocato solamente a livello amatoriale
  • Negli anni ’20 del XX secolo i tennisti e le tenniste più forti hanno cominciato a giocare da professionisti e, per questo, sono stati esclusi dalla possibilità di giocare i tornei dello Slam
  • Nel 1968 cade completamente la barriera tra tennis amatoriale e tennis professionistico, dando il via all’era Open, in cui tutti i tornei (Slam inclusi) sono diventati accessibili sia ad amatori che a professionisti.

Cosa era successo prima del FeDaVic?

È il 9 luglio del 2000. Sul campo centrale di Wimbledon Pete Sampras vince il torneo battendo in finale Patrick Rafter ottenendo altri due risultati molto rilevanti:

  • Raggiunge il record di 7 vittorie in singolare a Wimbledon, detenuto da William Renshaw che ci era riuscito negli anni tra il 1881 ed il 1889 (quando era ancora in vigore il challenge round)
  • Vince il suo 13° titolo Slam superando il record di 12 titoli Slam vinti da Roy Emerson che resisteva dal 1967, anno in cui Emerson conquistò il suo 12° titolo Slam vincendo il Roland Garros.

Per dare la misura dell’impresa di Emerson, vi basti sapere che lo stesso Rod Laver, unico tennista al mondo (comprendendo uomini e donne) a completare 2 volte il Grande Slam, a fine carriera avrà in bacheca 11 titoli Slam di singolare.

Tra l’altro, in tutta la storia del tennis moderno, solo 5 persone sono riuscite a completare il Grande Slam in singolare (2 uomini e 3 donne). Gli anni dei Grandi Slam sono stati:

  • Per gli uomini
    • il 1938 in cui ci è riuscito Don Budge da dilettante
    • il 1962 in cui ci è riuscito Rod Laver da dilettante
    • il 1969 in cui ci è riuscito di nuovo Rod Laver, questa volta da professionista
  • Per le donne
    • il 1953 in cui ci è riuscita Maureen Connolly
    • il 1970 in cui ci è riuscita Margaret Smith Court
    • il 1988 in cui ci è riuscita Steffi Graf

Fino a quel momento, partendo dal momento in cui era nata l’era Open, il solo Björn Borg era riuscito ad andare in doppia cifra con 11 titoli Slam vinti, mentre giocatori come Ilie Nastase, Jimmy Connors, John McEnroe, Ivan Lendl, Mats Wilander, Stefan Edberg, Jim Courier Andre Agassi (ovvero tutti gli altri giocatori oltre a Borg ed a Sampras che avevano chiuso almeno un anno da numero 1 al mondo in classifica e avevano primeggiato in diverse stagioni) ne avevano vinti di meno, in particolare:

  • Ivan Lendl, Jimmy Connors e Andre Agassi ne avevano vinti 8 a testa
  • John McEnroe e Mats Wilander ne avevano vinti 7 a testa
  • Stefan Edberg ne aveva vinti 6
  • Jim Courier ne aveva vinti 4
  • Ilie Nastase ne aveva vinti 2

E tutti questi nomi, ad oggi, sono di diritto nelle leggende del tennis.

Pete Sampras chiuderà la sua carriera, vincendo il suo 14° titolo Slam, all’età di 31 anni ed a 12 anni di distanza dalla sua prima vittoria Slam, agli U.S. Open del 2002 con gli addetti ai lavori che sostenevano il fatto che sarebbe stato molto difficile superare quel record da lui ottenuto nei suoi 14 anni di carriera professionistica.

Cosa ha combinato il FeDaVic?

Siamo al 5 luglio 2009, quando Roger Federer, a 27 anni, batte Andy Roddick e conquista il suo 15° titolo Slam, abbattendo dopo solo 7 anni il record di Pete Sampras e, cosa ancora più impressionante, Federer ci ha messo meno tempo, in quanto il suo 15° titolo è arrivato ad 11 anni dal suo esordio da professionista ed a solo 6 anni di distanza dalla sua prima vittoria Slam, avvenuta proprio a Wimbledon nel 2003.

Già in quel momento, però, agli addetti ai lavori era chiaro che anche Federer aveva la sua nemesi, ovvero Rafael Nadal che, a quel momento, lo aveva già battuto in 5 finali dei tornei Slam: al Roland Garros dal 2006 al 2008; a Wimbledon 2008 ed all’Australian Open 2009.

Nadal, che al tempo aveva 23 anni, aveva già vinto 6 titoli Slam tra cui: 4 Roland Garros consecutivi dal 2005 al 2008, Wimbledon nel 2008 dove ha interrotto la striscia di vittorie consecutive di Federer a Wimbledon che durava dall’edizione del 2003 e l’Australian Open del 2009.

La cosa più notevole dimostrata da Nadal in quel momento è stata quella di saper vincere anche sulle superfici diverse dalla terra rossa, doveva era già considerato uno dei più forti giocatori della storia del tennis per due motivi:

  • dall’11 aprile 2005 al 20 maggio 2007 aveva ottenuto una striscia di 81 vittorie consecutive sulla terra rossa, superando di gran lunga quella di 53 vittorie consecutive sulla stessa superficie ottenuta da Guillermo Vilas nel 1977
  • vincendo il Roland Garros per 4 anni consecutivi dal 2005 al 2008, aveva uguagliato gli unici altri due giocatori riusciti nell’impresa del torneo, ovvero Björn Borg tra il 1978 ed il 1981 (nell’era Open) e Paul Aymé tra il 1897 ed il 1900 (nell’era del Challenge Round)

Comunque, visto il tipo di gioco praticato da Nadal, che predilige il gioco da fondo campo e gli scambi lunghi, piuttosto che il tennis di attacco come Federer, l’opinione degli addetti ai lavori era che sarebbe stato proprio Nadal, nonostante fosse più giovane di Federer, a doversi ritirare per primo, a causa dello sforzo fisico e atletico decisamente maggiore che avrebbe dovuto affrontare per far rendere al massimo il suo gioco.

Infine, l’Australian Open del 2008 veniva vinto dall’allora ventunenne Novak Djokovic che vinceva il suo primo torneo del Grande Slam, battendo in semifinale a sorpresa proprio Roger Federer.

Facciamo un salto avanti nel tempo di quasi 8 anni (nel tennis sono un numero di anni elevato) fino a gennaio 2017.

Roger Federer ha ormai 35 anni e rientra a gareggiare dopo 6 mesi per un grave infortunio, ha 17 titoli Slam al suo attivo, ma è da Wimbledon 2012 che non ne vince più uno.

Rafael Nadal ha 30 anni, è arrivato a 14 titoli Slam vinti di cui 10 Roland Garros (il decimo dei quali è arrivato nel 2014), cosa che lo ha reso il primo nel tennis maschile ad andare in doppia cifra nelle vittorie di un singolo Slam ed anche il primo ed unico tennista (comprendendo sia uomini che donne) a vincere 5 volte consecutive il Roland Garros. L’unica tennista ad aver vinto più volte di Nadal un singolo Slam è Margaret Smith Court, che ha vinto 11 volte l’Australian Open tra il 1960 ed il 1973. D’altro canto ha diversi infortuni gravi alle sue spalle ed è proprio dal Roland Garros 2014 che non vince più un titolo Slam.

Novak Djokovic ha 29 anni e sta affrontando la sua prima grave crisi di gioco, dopo anni di dominio quasi incontrastato che lo ha portato a vincere altri 11 titoli Slam tra il 2011 ed il 2016 arrivando così a 12 titoli Slam vinti. Inoltre diventa il primo giocatore a vincere 4 Slam consecutivi, senza tuttavia conquistare il Grande Slam, perché i 4 tornei non sono stati conquistati nello stesso anno solare

Tutto sembra apparecchiato perché la nuova generazione di tennisti che sta emergendo possa provare seriamente a scalfire quello che ormai è di fatto un dominio già durato 14 anni instaurato dal FeDaVic che da Wimbledon 2003 allo U.S. Open 2016 aveva vinto 43 tornei slam su 54 tornei disputati (ovvero il 79,63% degli Slam disputati in quel periodo). Risultato?

Federer Nadal e Djokovic si sono spartiti i successivi 13 Slam, dall’Australian Open del 2017, all’Australian Open del 2020 con: 3 vittorie per Federer, che vincendo Wimbledon nel 2017 ottiene l’ottavo successo nel torneo superando quindi il record di 7 vittorie detenuto da Pete Sampras e William Renshaw; 5 vittorie per Nadal che, vincendo il Roland Garros nel 2019 centra il 12° successo nel medesimo torneo, superando così il record di Margaret Smith Court e diventa il tennista che ha vinto più volte un singolo Slam comprendendo sia il tennis maschile che quello femminile; 5 vittorie per Djokovic che arriva a due passi da rivincere quattro Slam consecutivi distribuiti su due annate diverse (da Wimbledon 2018 al Roland Garros 2019), venendo fermato alle semifinali del Roland Garros 2019 da Dominic Thiem.

Dopo questa ulteriore striscia di vittorie, Federer si porta a 20 Slam vinti, Nadal a 19 e Djokovic a 17 portando il numero di slam vinti dal Trio Allucinante a 56 su 67 Slam giocati da Wimbledon 2003, e consentendo anche a Nadal ed a Djokovic di superare la quota di 14 Slam vinti da Sampras.

Poi l’avvento della pandemia ha sconvolto tutta la programmazione, tanto che il Torneo di Wimbledon è saltato (non accadeva dalla seconda guerra mondiale) ed il Roland Garros ha deciso di spostare le date del torneo a fine settembre / inizio ottobre, finendo per essere organizzato dopo lo U.S. Open.

Lo U.S. Open viene vinto da Dominic Thiem in finale contro Alexander Zverev, e il Roland Garros viene vinto da Nadal per la 13° volta, portando Nadal ad eguagliare i 20 slam di Federer.

Ad oggi il Trio Allucinante ha vinto 57 dei 69 slam giocati da quando il primo di loro anagraficamente parlando, ovvero Federer, ha vinto il suo primo slam (fatto che coincide con la prima volta in cui uno dei tre è arrivato per la prima volta almeno ai quarti di finale in uno Slam), per una percentuale di vittorie dell’82,61% in un periodo di 17 anni e mezzo di competizioni.

Per dare un’idea di cosa voglia dire, seguo due linee di confronto: per prima cosa guardo i dati dei 3 tennisti che hanno vinto più slam, prima del FeDaVic, ovvero Sampras Emerson e Borg, e delle 3 tenniste che hanno vinto più slam di tutti, ovvero Margaret Smith Court Serena Williams e Steffi Graf. Quello che viene fuori è che:

  • Sampras Emerson e Borg hanno vinto nell’insieme 37 Slam su 169 tornei giocati in un periodo di 42 annate, per una percentuale del 21,89%
  • Margaret Smith Court, Serena Williams e Steffi Graf hanno vinto nell’insieme 69 Slam su 230 tornei giocati in periodo di 58 annate per una percentuale esatta del 30%

e sia i giocatori che le giocatrici prese in esame appartengono a generazioni diverse per cui gli unici incroci che ci sono stati tra chi era a fine carriera e che era agli inizi sono stati quelli tra Rod Laver e Björn Borg per il maschile e quelli tra Steffi Graf e Serena Williams per il femminile, mentre Federer, Nadal e Djokovic fanno parte della medesima generazione di tennisti, visto che hanno esordito nel circuito professionistico tra il 1998 ed il 2003.

In secondo luogo ho preso in esame la carriera di chi ha completato il Grande Slam e di chi, anche senza averlo completato, ha vinto almeno 9 Slam (escludendo Federer, Nadal e Djokovic, nella lista restano 7 tennisti e 10 tenniste) in particolare:

  • Per gli Uomini
    • Pete Sampras (14 titoli Slam)
    • Roy Emerson (12 titoli Slam)
    • Rod Laver (11 titoli Slam con 2 Grandi Slam completati)
    • Björn Borg (11 titoli Slam)
    • Bill Tilden (10 titoli Slam)
    • Henri Cochet (9 titoli Slam)
    • Don Budge (6 titoli Slam con 1 Grande Slam completato)
  • Per le donne
    • Margareth Smith-Court (24 titoli Slam con 1 Grande Slam completato)
    • Serena Williams (23 titoli Slam)
    • Steffi Graf (22 titoli Slam con 1 Grande Slam completato)
    • Chris Evert (19 titoli Slam)
    • Helen Willis Moody (19 titoli Slam)
    • Martina Navratilova (17 titoli Slam)
    • Billie Jean King (13 titoli Slam)
    • Suzanne Lenglen (12 titoli Slam)
    • Monica Seles (9 titoli Slam)
    • Maureen Connolly (9 titoli Slam con 1 Grande Slam completato.

A questo punto ho guardato per ognuno di loro, il momento in cui ha conquistato almeno i quarti di finale di uno Slam ed ho considerato il blocco di 69 Slam comprendenti quello del primo risultato utile più i 68 successivi, ed ho estratto i dati relativi a: il nome dei 3 che hanno vinto più Slam; il numero dei vincitori Slam; il numero di vincitori di più Slam; la somma degli Slam vinti dai 3 più vincenti nel blocco di 69 Slam considerato; il numero di pluri-vincitori Slam di cui bisogna sommare le vittorie per arrivare almeno ai 57 Slam vinti dal FeDaVic.

N.B. I dati raccolti si riferiscono ai risultati ottenuti dai singoli solo all’interno del singolo blocco di 69 Slam che sto analizzando.

L’analisi dei dati raccolti da questi risultati:

Il periodo dominato dal trio allucinante è stato anche quello in cui

  • ci sono stati meno giocatori in assoluto a riuscire a conquistare almeno uno Slam (11 in totale)
  • ci sono stati meno giocatori in assoluto a riuscire a conquistare più di uno Slam (5 degli 11 totali)
  • per ottenere almeno la percentuale dell’82,61% di vittorie sui 69 Slam giocati, si sono dovute sommare le vittorie del minor numero di giocatori possibile (solo 3)

Mentre, se rapportiamo il periodo del trio allucinante agli altri periodi esaminati:

  • prendendo in esame il numero complessivo di vincitori Slam
    • esaminando i dati del tennis maschile, il numero che si avvicina di più è di 22 vincitori differenti che si sono contati in due periodi differenti:
      • da Wimbledon 1959 (primo risultato utile della carriera di Rod Laver) allo U.S. Open del 1976, periodo in cui i 3 maggiori vincitori di Slam sono stati, nell’ordine: Rod Laver, Roy Emerson e John Newcombe.
      • da Wimbledon 1973 (primo risultato utile della carriera di Björn Borg) al Roland Garros 1990, periodo in cui i 3 maggiori vincitori di Slam sono stati, nell’ordine: Björn Borg, Ivan Lendl e Jimmy Connors.
    • comprendendo anche i risultati del tennis femminile, il numero che si avvicina di più è di 15 vincitrici differenti, che si sono contate in due periodi differenti:
      • dall’Australian Open 1960 (primo risultato utile della carriera di Margaret Smith Court) al Roland Garros 1977, periodo in cui le 3 maggiori vincitrici di Slam sono state, nell’ordine: Margaret Smith Court, Billie Jean King e Chris Evert
      • dallo U.S. Open 1971 (primo risultato utile della carriera di Chris Evert) allo U.S. Open 1988, periodo in cui le 3 maggiori vincitrici di Slam sono state, nell’ordine: Chris Evert, Martina Navratilova e Billie Jean King
  • prendendo in esame il numero complessivo di vincitori di più di 1 Slam
    • nel tennis maschile, il numero che si avvicina di più è di 10 vincitori differenti di più di uno Slam ottenuto nel periodo da Wimbledon 1973 al Roland Garros 1990.
    • comprendendo anche il tennis femminile, il numero che si avvicina di più è di 8 vincitrici differenti di più di 1 Slam, ottenuto nel periodo dal Roland Garros 1973 (primo risultato utile della carriera di Martina Navratilova) all’Australian Open 1990, periodo in cui le 3 maggiori vincitrici di Slam sono state, nell’ordine: Chris Evert, Martina Navratilova e Steffi Graf.
  • prendendo in esame il numero totale di vittorie ottenute dai 3 migliori di ciascun periodo e la relativa percentuale sui 69 Slam esaminati:
    • nel tennis maschile, i numeri che più si avvicinano sono i 34 Slam (49,28%), ottenuti nel periodo tra lo U.S. Open 1990 (primo risultato utile della carriera di Pete Sampras) e lo U.S. Open 2007, dove i 3 maggiori vincitori di Slam sono stati, nell’ordine: Pete Sampras (14), Roger Federer (12) ed Andre Agassi (8)
    • comprendendo anche il tennis femminile, i numeri che più si avvicinano sono i 44 Slam (63,77%) ottenuti nel periodo dal Roland Garros 1973 all’Australian Open 1990 con: 19 Slam per Chris Evert, 16 per Martina Navratilova e 9 per Steffi Graf
  • prendendo in esame il numero di tennisti o di tenniste di cui bisogna sommare le vittorie Slam per ottenere almeno la “quota 57” ottenuta dal FeDaVic basandosi sull’ordinamento da chi ha vinto più Slam verso chi ne ha vinti meno
    • nel tennis maschile il numero che si avvicina di più è 10, ottenuto nel periodo da Wimbledon 1973 al Roland Garros 1990
    • comprendendo il tennis femminile, il numero che si avvicina di più è 7, ottenuto in quattro occasioni diverse
      • Il periodo dall’Australian Open 1960 al Roland Garros 1977
      • Il periodo dallo U.S. Open 1971 allo U.S. Open 1988
      • Il periodo dal Roland Garros 1973 all’Australian Open del 1980
      • Il periodo da Wimbledon 1962 (primo risultato utile della carriera di Billie Jean King) a Wimbledon 1979, in cui le 3 maggiori vincitrici Slam sono state, nell’ordine: Margaret Smith Court, Billie Jean King e Chris Evert

La prima cosa che salta agli occhi è che il periodo del Trio Allucinante ha il record in ciascuna delle categorie di dati prese in esame, ed è l’unico periodo tra quelli presi in esame ad avere questa caratteristica, per cui, prima di Wimbledon 2003, i record delle varie categorie di dati prese in esame appartenevano a periodi diversi, con alcuni record condivisi da più periodi.

L’altra cosa è che, se esaminiamo ogni categoria di dati separatamente secondo questi criteri

  • si isolano 3 casistiche diverse quali:
    • dati dei periodi del tennis maschile
    • dati dei periodi del tennis femminile
    • dati derivati dall’insieme dei periodi del tennis maschile e femminile
  • si prendono in esame i 3 migliori periodi per ogni categoria di dati e per ognuna delle tre casistiche

dato che la prima posizione è sempre del FeDaVic, la differenza che c’è tra la prima posizione e la seconda posizione in ogni caso che si viene a creare è SEMPRE MAGGIORE della differenza che c’è tra la seconda e la terza posizione.

Praticamente i risultati ottenuti a livello Slam dal Trio Allucinante si discostano in maniera talmente netta dal resto della storia del tennis, da creare una vera e propria anomalia statistica.

Come ciliegina sulla torta, nel 2021:

Roger Federer, che ha esordito nel 1998, nell’anno in cui compirà 40 anni si appresta a giocare la sua 24° stagione da professionista con 20 slam vinti.

Rafael Nadal, che ha esordito nel 2001, nell’anno in cui compirà 35 anni si appresta a giocare la sua 21° stagione da professionista con 20 slam vinti.

Novak Djokovic, che ha esordito nel 2003, nell’anno in cui compirà 34 anni si appresta a giocare la sua 19° stagione da professionista con 17 slam vinti.

E tutti e tre, nel momento in cui partecipano ad un torneo dello slam, sono ancora oggi considerati i favoriti d’obbligo per la vittoria finale.

Cos’è quindi la “generazione perduta”?

Premessa: l’atletismo nel tennis e la durata dell’apice della carriera di un giocatore.

Quando noi guardiamo oggi una partita di tennis di singolo vediamo spesso: prestazioni atletiche sia sullo scatto che sulla resistenza di livello altissimo; una maggioranza dei giocatori che usa il rovescio a due mani; una grande quantità di colpi tirati in top spin (ovvero colpiti in modo tale da far viaggiare la pallina in modo che rotei il più possibile su sé stessa dall’alto verso il basso); diverse occasioni in cui viene giocato quello che viene definito “dritto anomalo” o “a sventaglio”, ovvero un dritto tirato in diagonale partendo dalla parte del campo dove il giocatore dovrebbe tirare il rovescio (praticamente un destrorso tira un diritto a svegliato nel momento in cui lo tira dalla parte sinistra del proprio campo, verso la parte sinistra del campo avversario, e viceversa); una netta prevalenza del gioco da fondo campo, anche se fatto in maniera molto aggressiva, rispetto al gioco di attacco fatto a rete.

Non è sempre stato così, anzi gli anni in cui il gioco si è progressivamente trasformato da ciò che era prima in ciò che è adesso, sono stati quelli tra il 1976 ed il 1992, a partire dall’inizio del dominio di Björn Borg, passando per l’epoca di Ivan Lendl, fino al momento in cui sono arrivati Andre Agassi, Jim Courier e tutti gli allievi e le allieve dell’accademia di Nick Bollettieri.

Björn Borg ha iniziato con l’utilizzare in maniera regolare il top-spin e ad alzare il livello della preparazione atletica; Ivan Lendl ha iniziato ad usare il top-spin anche come colpo di attacco da fondo campo, ed è stato tra i primi a proporre il “dritto a sventaglio” (Tommaso Villa su Ubitennis gli ha dedicato un articolo per i suoi 60 anni, in cui lo riconosce come il padre del moderno “power tennis”); l’accademia Bollettieri ha poi finito il lavoro incrementando ulteriormente il livello di preparazione atletica, portando l’utilizzo del dritto a sventaglio ad un livello superiore ed ha inserito nel gioco anche la tecnica del rovescio bimane.

Uno dei risultati di questo processo di evoluzione del gioco, è stato che è diventato sempre più difficile per un giocatore mantenere un livello di gioco sufficiente alto da poter vincere tornei dello Slam una volta superati i 30 anni di età.

Infine quando nel 1993 Jennifer Capriati (ragazza che era stata avviata al tennis professionistico nel 1989 all’età di 13 anni) ha un tracollo psicologico dovuto alle troppe pressioni del professionismo tennistico che la porta, tra le altre cose, a coltivare pensieri suicidi, la ATP e la WTA (ovvero le associazioni per il tennis professionistico maschile e femminile) impongono dei limiti minimi di età per poter far esordire ragazzi nel circuito professionistico. Jennifer Capriati, comunque ha battuto una serie di record di precocità, si è ripresa dal periodo nero ed ha chiuso la carriera vincendo 3 titoli Slam, giocando 3 finale, 13 semifinali e 23 quarti di finale.

Tutto questo porta ad una situazione per cui una carriera tennistica poteva durare mediamente intorno ai 15 anni, con punte anche intorno ai 20 anni, in casi di particolare longevità, ma comunque con un picco di rendimento che difficilmente poteva superare i 10 – 12 anni.

Di fatto, ogni 10 – 15 anni giocatori che avevano cominciato a vincere slam negli anni precedenti smettevano di vincerli e nuovi giocatori cominciavano a vincere slam, con ogni generazione che ha avuto modo di avere più di una persona che si trovava a vincere più tornei dello slam.

La Generazione Perduta

Dal 2003 ad oggi, però, il primo giocatore nato negli anni ’90 a vincere un torneo slam è stato Dominic Thiem allo U.S. Open del 2020 e, ad oggi, ancora nessun giocatore nato negli anni ’90 ha ancora vinto due o più slam, e questo ha portato alla creazione del termine “generazione perduta”, ad indicare l’insieme dei tennisti nati tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 che non sono riusciti a vincere più slam.

La domanda centrale.

Ma il punto è: davvero i risultati ottenuti a livello slam da quella generazione sono stati proprio così scadenti?

Ed è proprio per rispondere a questa domanda che mi sono messo a raccogliere i dati e, visto che tutte le volte che seguivo un torneo del grande Slam, sentivo i commentatori segnare come linea di demarcazione che stabiliva il confine tra chi dimostrava di poter arrivare a distinguersi negli slam, e chi invece difficilmente ci sarebbe riuscito, il raggiungimento della seconda settimana dei tornei slam (che vuol dire qualificarsi per gli ottavi di finale), io ho deciso di restringere un po’ di più la cerchia e di raccogliere i dati relativi solo ai giocatori che, da Wimbledon 1877 all’ultima edizione del Roland Garros appena disputata, sono riusciti a qualificarsi per i quarti di finale.

N.B. Tutti i dati e le considerazioni delle analisi, riguardano esclusivamente i tornei di singolare maschile e femminile degli Slam. Per quanto riguarda le edizioni dei tornei slam in cui vigeva ancora la regola del challenge round, ho conteggiato la partita di difesa del titolo come finale, la finale del challenge round come semifinale, e le semifinali del challenge round come i quarti di finale del torneo.

Cosa ho scoperto.

Analizzando i dati raccolti quello che viene fuori è:

  • 1775 tennisti nella storia degli slam hanno raggiunto i quarti di finale almeno una volta, di cui 960 uomini ed 815 donne
  • 941 tennisti nella storia degli slam hanno raggiunto le semifinali almeno una volta, di cui 512 uomini e 429 donne
  • 519 tennisti nella storia degli slam hanno raggiunto la finale almeno una volta, di cui 287 uomini e 232 donne
  • 293 tennisti nella storia degli slam hanno vinto almeno un torneo dello slam, di cui 162 uomini e 131 donne
  • 168 tennisti nella storia degli slam hanno vinto almeno due tornei di cui 89 uomini e 79 donne.

Tenendo conto che solo le classifiche delle competizioni di singolo e di doppio tenute da ATP e WTA stabiliscono che:

  • ci sono 1985 uomini che sono in classifica per le competizioni di singolo
  • ci sono 2328 uomini che sono in classifica per le competizioni di doppio
  • in totale ci sono 2691 uomini che sono in classifica ATP per l’anno 2020, di cui 1622 sono presenti in entrambe le graduatorie
  • ci sono 1364 donne che sono in classifica per le competizioni di singolo
  • ci sono 1517 donne che sono in classifica per le competizioni di doppio
  • in totale ci sono 1795 donne che sono in classifica WTA per l’anno 2020, di cui 1113 sono presenti in entrambe le graduatorie.
  • 4486 tra uomini e donne, quindi, sono presenti in almeno una delle classifiche del circuito di tennis professionistico.

Questo significa che: l’insieme complessivo dei tennisti e delle tenniste che hanno raggiunto almeno 1 volta un quarto di finale in 1 torneo dello Slam, è più piccolo sia del totale dei tennisti presenti in classifica ATP per il solo anno 2020, sia del totale delle tenniste presenti in classifica WTA per il solo anno 2020.

Non mi sono preso la briga di calcolare il totale effettivo dei giocatori che hanno partecipato ad almeno uno dei tornei dello slam, ma prendendo i dati relativi al numero di persone ammesse al tabellone finale delle varie edizioni dei vari tornei, sono riuscito a trovare una buona approssimazione del numero di partite di primo turno giocate (mi mancano i dati di una decina di annate dello U.S. Open).

Il numero di partite di primo turno che sono riuscito a trovare è 39256 il che implica c’erano in tabellone almeno 78512 posizioni per i giocatori.

Impostando un calcolo che tiene conto di alcuni assunti di base, possiamo provare a stimare quale possa essere un possibile numero complessivo di giocatori che ha partecipato ai tabelloni finali, in particolare operiamo partendo dai presupposti che:

  • ogni 20 anni ci sia un ricambio completo dei giocatori (ho scelto una durata oltre la media, in modo da avere una previsione in difetto)
  • che il periodo dal 2000 al 2020 sia stato giocato dai giocatori in classifica ATP e WTA in questo momento (sicuramente in realtà sono di più perché nel corso di questi 20 anni ci sono stati molti giocatori che si sono ritirati)
  • il periodo di fine ‘800 sia in un unico scaglione
  • il periodo di inizio ‘900 si fermi al 1918
  • nei periodi passati, la proporzione tra partite giocate agli slam e il numero di giocatori che le ha giocate sia lo stesso rapporto presente nel periodo tra 2000 e 2020
  • la proporzione tra tennisti e tenniste si sia mantenuta costante nel corso del tempo

Il risultato di questo calcolo è l’ipotesi che ci siano stati nel corso della storia 16573 tra tennisti e tenniste che abbiano partecipato ad almeno un tabellone finale di un torneo dello slam, tra cui 9242 uomini e 7331 donne.

Rivedendo i numeri di coloro che sono riusciti ad arrivare almeno una volta al livello dei quarti di finale in uno slam e comparandoli con la stima fatta, vediamo che le percentuali di chi è riuscito sono:

  • il 10,36% per gli uomini e l’11,11% per le donne per il livello “almeno 1 quarto di finale”
  • il 5,54% per gli uomini ed il 5,85% per le donne per il livello “almeno 1 semifinale” (il nostro Matteo Berrettini fa parte di questa schiera)
  • il 3,11% per gli uomini ed il 3,16% per le donne per il livello “almeno 1 finale”
  • l’1,75% per gli uomini e l’1,79% per le donne per il livello “almeno 1 slam vinto”
  • lo 0,96% per gli uomini e l’1,08% per le donne per il livello “più di 1 slam vinto”

Praticamente arrivare in un quarto di finale in un unico torneo dello slam anche solo una volta nella carriera è un’impresa sportiva che almeno l’88,89% dei tennisti e delle tenniste di livello professionistico è destinato a fallire quindi, al netto del fatto che sia normale e giusto che uno sportivo professionista cerchi sempre di migliorare per ottenere risultati migliori e non si senta mai appagato, dovrebbe essere naturale anche da parte degli appassionati riconoscere un merito a coloro i quali ci sono riusciti che sia commisurato al livello oggettivo di difficoltà del risultato raggiunto.

Quando poi un giocatore raggiunge più volte un livello pari o superiore ai quarti di finale dei tornei dello slam, visto che i tornei del Grande Slam sono 4, può raggiungerlo in due modi diversi

  1. Arrivare ai quarti di finale o oltre in più edizioni di uno specifico torneo dello Slam
  2. Arrivare ai quarti di finale o oltre in almeno un’edizione di più tornei Slam differenti

Ed è proprio per questo che sono andato a vedere i risultati ottenuti dai giocatori che vengono associati alla generazione perduta ed ecco quello che ho trovato esaminando entrambi i modi sopra descritti:

David Goffin ha raggiunto 3 volte i quarti di finale dei tornei slam, di cui:

  • 1 agli Australian Open
  • 1 al Roland Garros
  • 1 a Wimbledon

Questo lo rende

  • Uno dei 399 giocatori (4,32%) ad aver giocato almeno tre volte i quarti di finale dei tornei slam
  • Uno dei 172 giocatori (1,86%) ad aver giocato i quarti di finale in almeno 3 slam differenti.

Roberto Bautista Agut ha raggiunto:

  • 1 volta i quarti di finale agli Australian Open
  • 1 volta la semifinale a Wimbledon

Questo vuol dire che ha giocato

  • 2 volte i quarti di finale
  • 1 volta la semifinale

Il che lo rende

  • Uno dei 409 giocatori (4,64%) ad aver giocato almeno 2 volte i quarti di finale ed 1 volta la semifinale degli Slam
  • Uno dei 280 giocatori (3,02%) ad aver raggiunto i quarti di finale in almeno 2 slam differenti ed anche la semifinale in 1 torneo slam

Sam Querrey ha raggiunto:

  • 3 volte i quarti di finale (2 volte a Wimbledon ed 1 agli U.S. Open)
  • 1 volta la semifinale (a Wimbledon).

Questo vuol dire che ha giocato

  • 4 volte i quarti di finale
  • 1 volta la semifinale

Il che lo rende

  • uno dei 271 giocatori (2,93%) ad aver giocato almeno 4 quarti di finale ed 1 semifinale slam
  • Uno dei 280 giocatori (3,02%) ad aver giocato i quarti di finale in almeno 2 slam differenti ed anche la semifinale in un torneo slam.

Grigor Dimitrov ha raggiunto:

  • 2 volte i quarti di finale agli Australian Open
  • 3 volte la semifinale (1 volta agli Austrlian Open, 1 volta a Wimbledon ed una volta agli U.S.Open)

Questo vuol dire che ha giocato

  • 5 volte i quarti di finale
  • 3 volte le semifinali

Il che lo rende

  • Uno dei 183 giocatori (1,98%) ad aver giocato almeno 5 volte i quarti di finale e 3 volte le semifinali
  • Uno dei 93 giocatori (1,01%) ad arrivare sia a quarti di finale che alle semifinali in almeno 3 dei 4 tornei slam.

Milos Raonic ha raggiunto:

  • 7 volte i quarti di finale (4 volte agli Australian Open, 1 volta al Roland Garros e 2 volte a Wimbledon)
  • 2 volte le semifinali (1 volta agli Australian Open ed 1 volta a Wimbledon)
  • 1 volta la finale (a Wimbledon).

Questo vuol dire che ha giocato

  • 10 volte i quarti di finale
  • 3 volte le semifinali
  • 1 volta la finale

Il che lo rende

  • Uno degli 87 giocatori (0,94%) ad aver giocato almeno 10 quarti di finale, 3 semifinali ed 1 finale nei tornei slam
  • Uno dei 111 giocatori (1,20%) ad aver giocato i quarti in almeno 3 tornei slam differenti, le semifinali in almeno 2 tornei slam differenti e ad aver giocato almeno 1 finale.

Kei Nishikori ha raggiunto:

  • 9 volte i quarti di finale (4 agli Australian Open, 3 al Roland Garros e 2 a Wimbledon)
  • 2 volte le semifinali (agli U.S. Open)
  • 1 volta la finale (agli U.S. Open).

Questo vuol dire che ha giocato

  • 12 volte i quarti di finale
  • 3 volte le semifinali
  • 1 volta la finale

Il che lo rende

  • Uno dei 61 giocatori (lo 0,66%) ad aver giocaro almeno 12 volte i quarti di finale, almeno 3 volte le semifinali ed almeno 1 volta la finale nei tornei slam
  • Uno dei 65 giocatori (lo 0,70%) nella storia a giocare i quarti di finale in tutti i tornei dello Slam insieme alla semifinale ed alla finale in 1 torneo dello slam.

Marin Cilic ha raggiunto:

  • 8 volte i quarti di finale (2 volte al Roland Garros, 3 volte a Wimbledon e 3 volte allo U.S. Open).
  • 2 volte la semifinale (Australian Open e U.S. Open)
  • 2 volte la finale (Australian Open e Wimbledon)
  • la vittoria in 1 torneo slam (U.S.Open).

Questo vuol dire che ha giocato

  • 13 volte i quarti di finale
  • 5 volte le semifinali
  • 3 volte la finale

Il che lo rende

  • Uno dei 48 giocatori (0,52%) ad aver giocato almeno 13 volte i quarti di finale, almeno 5 volte le semifinali, almeno 3 volte la finale e ad avere almeno 1 vittoria nei tornei slam
  • Uno dei 48 giocatori (0,52%) nella storia ad aver giocato quarti, semifinali e la finale in almeno 3 slam differenti e ad averne vinta almeno 1.

Dopo queste osservazioni, rivalutando i numeri di Zverev e di Thiem (che sono invece ritenuti parte della “Next Gen) vediamo che:

Alexander Zverev, prima degli U.S. Open del 2020 aveva raggiunto:

  • 2 volte i quarti di finale (al Roland Garros)
  • 1 volta la semifinale (agli Australian Open)

Questo vuol dire che aveva giocato

  • 3 volte i quarti di finale
  • 1 volta la semifinale

Il che lo rendeva

  • Uno dei 380 giocatori (4,11%) ad aver giocato almeno 3 quarti di finale ed 1 semifinale
  • Uno dei 280 giocatori (3,02%) ad aver raggiunto i quarti di finale in almeno 2 slam differenti, e ad aver raggiunto almeno una semifinale

dominic thiem, prima degli U.S. Open del 2020 aveva raggiunto:

  • 1 volta i quarti di finale (allo U.S. Open)
  • 2 volte la semifinale (al Roland Garros)
  • 3 volta la finale (2 al Roland Garros ed 1 agli Australian Open)

Questo vuol dire che aveva giocato

  • 6 volte i quarti di finale
  • 5 volte la semifinale
  • 3 volte la finale

Il che lo rendeva

  • Uno dei 97 giocatori (1,04%) ad aver giocato almeno 6 quarti di finale, 5 semifinali e 3 finali
  • Uno dei 79 giocatori (0,85%) ad aver raggiunto
    • i quarti di finale in almeno 3 slam differenti,
    • le semifinali e la finale in almeno 2 slam differenti

Alexander Zverev, dopo il Roland Garros del 2020 ha raggiunto:

  • 2 volte i quarti di finale (al Roland Garros)
  • 1 volta la semifinale (agli Australian Open)
  • 1 volta la finale (agli U.S. Open)

Questo vuol dire che ha giocato

  • 4 volte i quarti di finale
  • 2 volte la semifinale
  • 1 volta la finale

Il che lo rende

  • Uno dei 202 giocatori (2,19%) ad aver giocato almeno 4 quarti di finale, 2 semifinali ed una finale
  • Uno dei 111 giocatori (1,20%) ad aver raggiunto
    • i quarti di finale in almeno 3 slam differenti
    • la semifinale in almeno 2 slam differenti
    • almeno 1 finale

dominic thiem, dopo il Roland Garros del 2020 ha raggiunto:

  • 2 volte i quarti di finale (1 volta al Roland Garros, 1 allo U.S. Open)
  • 2 volte la semifinale (al Roland Garros)
  • 3 volta la finale (2 al Roland Garros ed 1 agli Australian Open)
  • 1 volta la vittoria (agli U.S. Open)

Questo vuol dire che ha giocato

  • 8 volte i quarti di finale
  • 6 volte la semifinale
  • 4 volte la finale

Il che lo rende

  • Uno dei 65 giocatori (0,70%) ad aver giocato almeno 8 quarti di finale, 6 semifinali e 4 finali
  • Uno dei 48 giocatori (0,52%) ad aver raggiunto
    • i quarti di finale, la semifinale e la finale in almeno 3 slam differenti,
    • la vittoria in almeno uno slam

L’altro elemento della Next Gen tenuto spesso sotto osservazione è STEFANOS TSITSIPAS, che ha raggiunto 2 volte le semifinali (1 volta all’Australian Open, 1 volta al Roland Garros).

Questo vuol dire che ha giocato

  • 2 volte i quarti di finale
  • 2 volte le semifinali

Il che lo rende

  • Uno dei 293 giocatori (3,17%) ad aver giocato almeno 2 quarti di finale e 2 semifinali slam
  • Uno dei 174 giocatori (1,88%) ad aver raggiunto quarti di finale e semifinale il almeno 2 slam differenti

Di fatto tutti questi giocatori hanno ottenuto risultati che più del 95% dell’insieme dei tennisti professionisti dell’era open e dei tennisti che partecipavano agli slam quando erano tornei dichiarati come amatoriali, non è mai riuscito ad ottenere nella propria carriera. Inoltre sono tutti giocatori che sono riusciti, almeno 1 volta, ad entrare nei migliori 10 della classifica mondiale.

Come si fa a considerarli una “generazione perduta”? Come si possono ritenere scadenti i loro risultati e ritenere che questi giocatori non siano stati abbastanza forti?

Il problema è che ad oggi il confronto avviene con l’allucinante trio FeDaVic che fa sembrare irrisorio qualsiasi risultato ottenuto, ma la realtà è che sono proprio i numeri di questi tre ad essere fuori da ogni scala.

I numeri allucinanti del FeDaVic

Prima vi ho parlato solo dei numeri riguardanti le vittorie slam di Federer Nadal e Djokovic, ma adesso voglio andare più a fondo e guardare i loro numeri includendo i risultati fino al livello di quarti di finale. Quello che viene fuori è questo.

Il FeDaVic ha giocato:

  • 146 volte i quarti di finale di uno slam (57 volte Federer, 47 volte Djokovic e 42 volte Nadal)
  • 118 volte le semifinali di uno slam (46 volte Federer, 38 volte Djokovic e 34 volte Nadal)
  • 86 volte la finale di uno slam (31 volte Federer, 28 volte Nadal e 27 volte Djokovic)

I record precedenti a livello di quarti di finale e di semifinali slam giocate era di 41 quarti di finale e di 31 semifinali, ottenuti da Jimmy Connors che li ha giocati tra il 1972 ed il 1991, ovvero in 20 dei suoi 27 anni di carriera

Il record precedente a livello di finali slam giocate era di 19, ottenuto da Ivan Lendl che le ha giocate tra il 1981 ed il 1991, ovvero in 11 dei suoi 17 anni di carriera.

Questo vuol dire che ciascuno di questi tre giocatori ha non solo più vittorie slam, ma anche più finali giocate, più semifinali giocate e più quarti di finale giocati di qualsiasi altro giocatore che abbia mai giocato i tornei dello Slam dal 1877 ad oggi nel tennis maschile e, come ciliegina finale, sia Federer, che Nadal che Djokovic hanno battuto ciascuno dei tre record in meno tempo di quanto sia servito ai precedenti detentori per raggiungerli.

Inoltre

  • da Wimbledon 2004 all’Australian Open 2020 c’è stata una striscia di 63 tornei slam consecutivi in cui almeno uno dei tre è arrivato ALMENO in semifinale
  • nelle 851 settimane che trascorrono tra il 2 febbraio 2004 ed il 19 ottobre 2020 ben 810 settimane, di cui 666 consecutive e poi altre 144 settimane consecutive, il primo posto in classifica mondiale è stato appannaggio o di Federer, o di Nadal o di Djokovic. Questo vuol dire, in un arco di quasi 16 anni e mezzo, il FedAlVic è stato in testa alla classifica con uno dei suoi rappresentanti nel 95,18% del tempo
  • le 41 settimane tra il 7 novembre 2016 ed il 20 agosto 2017 sono state le uniche settimane del periodo tra il 2 febbraio 2004 e il 19 ottobre del 2020 in cui al 1° posto della classifica mondiale ci sia stato un giocatore che non fosse parte del FedAlVic, ovvero Andy Murray

Andy Murray ha raggiunto:

  • 9 volte i quarti di finale slam (1 volta all’Australian Open, 2 volte al Roland Garros, 3 volte a Wimbledon e 3 volte allo U.S. Open)
  • 10 volte le semifinali (1 volta all’Australian Open, 4 volte al Roland Garros, 4 volte a Wimbledon ed 1 allo U.S. Open)
  • 8 volte la finale (5 volte all’Australian Open, 1 volta al Roland Garros, 1 volta a Wimbledon ed 1 volta allo U.S. Open)
  • 3 volte la vittoria (2 volte a Wimbledon ed 1 allo U.S. Open)

Questo vuol dire che ha giocato

  • 30 volte i quarti di finale
  • 21 volte la semifinale
  • 11 volte la finale

Il che lo rende

  • Uno degli 8 giocatori (lo 0,09%) nella storia a giocare almeno 30 quarti di finale, almeno 21 semifinali, almeno 11 finali e ad aver vinto almeno 3 slam
  • Uno dei 18 giocatori (lo 0,19%) nella storia a giocare i quarti di finale, la semifinale e la finale in tutti e 4 gli slam ed a vincere almeno 2 slam differenti.

Per dare un’idea della portata dei risultati di Andy Murray, vi basti sapere che lo stesso Pete Sampras, proprio il detentore del numero di slam vinti prima dell’avvento del FeDaVic, ha giocato 29 volte i quarti di finale di uno slam (quindi anche se di poco non rientra negli 8 nomi con 30 o più quarti di finale giocati all’attivo) e non è mai riuscito ad arrivare in finale del Roland Garros, e quindi non è nemmeno nell’elenco dei 18 che hanno giocato le finali in tutti e 4 i tornei slam.

Stabilito che, a livello maschile, non c’è nessun giocatore che possa paragonarsi a nessuno dei membri dell’allucinante trio FeDaVic, se andiamo a vedere cosa è successo a livello femminile e lo confrontiamo coi numeri che abbiamo visto prima, la situazione non cambia poi di molto.

Infatti, se prendiamo in esame lo stesso tipo di numeri per le tre tenniste che hanno vinto più slam nella storia (ovvero Margaret Smith Court, Serena Williams e Steffi Graf) vediamo che loro 3 hanno giocato complessivamente

  • 138 quarti di finale slam (53 Serena Williams, 43 Margaret Smith Court e 42 Steffi Graf)
  • 112 semifinali slam (39 Serena Williams, 37 Steffi Graf e 36 Margaret Smith Court)
  • 93 finali slam (33 Serena Williams, 31 Steffi Graf e 29 Margaret Smith Court) vincendone 69 (24 titoli Margaret Smith Court, 23 Serena Williams e 22 Steffi Graf)

Anche se è vero che le tre giocatrici più vincenti della storia del tennis femminile hanno più titoli slam (69 contro 57) e più finali giocate (93 contro 86) del FedAlVic, è altrettanto vero che il risultato si ribalta considerando le semifinali (112 contro 118) ed i quarti di finale (138 contro 146).

Inoltre

  • La striscia di tornei slam consecutivi più lunga che ho trovato nel tennis femminile con almeno 1 nome tra un trio di plurivincitrici slam ad arrivare almeno in semifinale è stata di 43 tornei tra il Roland Garros 1980 e lo U.S. Open del 1990, con almeno una tra Steffi Graf, Martina Navratilova e Chris Evert ad arrivare almeno in semifinale.
  • Il periodo più lungo a livello femminile, in cui 4 giocatrici, con una netta predominanza di 3 delle 4, si siano divise il primato in classifica sono state le 614 settimane tra il 3 novembre 1975 ed il 16/8/1987 quando Chris Evert, Martina Navratilova e Tracy Austin si divisero 612 settimane su 614 (di cui 587 consecutive), lasciandone 2 ad Evonne Goolagong

In più analizzando i numeri delle tenniste, viene fuori che sono solo 6 i nomi che hanno giocato almeno 40 volte i quarti di finale degli slam, e che quindi hanno numeri comparabili a Federer Nadal e Djokovic, sono: Chris Evert (54 volte) Martina Navratilova e Serena Williams (53 volte) Margaret Smith Court (43 volte) Steffi Graf (42 volte) e Billie Jean King (40 volte).

Praticamente, se anche includessimo i dati della storia del tennis femminile, le uniche tenniste a riuscire a stare al livello dei numeri del FeDaVic sarebbero solo ed esclusivamente quelle che hanno raggiunto lo status di più grandi leggende nel loro ambito.

Tra l’altro due delle più grandi tenniste di tutti i tempi risultano comunque escluse. In particolare mi riferisco a:

  • Hellen Willis Moody che, pur avendo vinto ben 19 tornei dello slam, ha al suo attivo “solo” 21 quarti di finale
  • Maureen Connolly che, pur essendo una delle sole tre donne nella storia ad aver completato il Grande Slam, ha vinto “solo” 9 slam e, quando non ha vinto il torneo non è mai arrivata nemmeno ai quarti di finale

Cosa che le rende decisamente meno continue dei rappresentanti del FeDaVic.

Il quadro che viene fuori da tutti questi dati è quello di un dominio sulla scena del tennis, come non si era mai visto prima, perché non era mai successo che un altro gruppo di 3 tennisti o tenniste vissuti nello stesso periodo, abbia mantenuto attraverso il tempo una simile continuità di risultati ad altissimo livello, anche nel momento in cui tutti e tre avessero superato la fatidica soglia dei 30 anni oltre la quale, almeno dalla fine degli anni ’70 ad oggi, diventava sempre più difficile ottenere risultati di livello negli Slam.

Tutto questo è stato possibile perché ciascuno di quei tre continua ad essere più forte di tutti agli altri fuori dal trio in quello che gli ha permesso di dominare la scena. Ad oggi, infatti:

  • Nessuno è in grado di difendersi e di trasformare colpi difensivi in offensivi come fa Novak Djokovic
  • Nessuno è in grado di dare rotazione alla pallina quando la colpisce, e il modo di affrontare ogni singolo punto con la determinazione più feroce come fa Rafael Nadal
  • Nessuno è in grado di giocare in controtempo anche da fondocampo e con la quantità e la qualità di variazioni sia in difesa che in attacco come fa Roger Federer

Inoltre ciascuno degli altri tre è stato spinto dalla presenza degli altri due, a cercare di migliorarsi continuamente per provare a mantenere intatta la propria possibilità di raggiungere risultati.

Conclusioni

Il FeDaVic ha portato lo sport del tennis ad un livello molto più alto per quanto riguarda sia la tecnica di gioco, sia il modo di mantenere la condizione atletica nel corso del tempo, sia il livello di risultati ottenuti, per cui Matteo Berrettini ha ragione da vendere: la sola esistenza del trio allucinante crea una pressione enorme su qualsiasi altro giocatore.

Per questo, a mio parere, il giudizio sulle generazioni successive è troppo severo ed andrebbe rivisto sia sulla base del livello di difficoltà oggettiva nell’ottenere risultati negli Slam, sia sull’aggravante di riuscire ad ottenere quei risultati in un’era in cui si sono sovrapposti i tre giocatori più forti della storia.

Epilogo

Faccio un passo indietro e torno al 12 luglio 2019.

Il tabellone di Wimbledon si è appena allineato alle semifinali che sono: Novak Djokovic vs Roberto Bautista Agut e Roger Federer vs Rafael Nadal.

Quel giorno, su Ubitennis, Roberto Ferri pubblica un articolo intitolato “Wimbledon: queste semifinali sarebbero piaciute a Svevo” dove fa notare come l’età combinata dei quattro semifinalisti sia la più alta di sempre, per quanto riguarda l’era Open, ma il punto che secondo me centra perfettamente il problema delle nuove generazioni che hanno a che fare col Trio Allucinante arriva alla fine dell’articolo che, dopo aver analizzato la media delle età dei semifinalisti a Wimbledon nella storia dell’era Open, recita così:

“Se allargassimo l’analisi ai restanti tornei dello Slam, i risultati risulterebbero molto simili e viene quindi spontaneo chiedersi se la situazione creatasi in questi anni sia maggiormente riconducibile ai meriti dei più forti (e vecchi) o ai demeriti delle nuove leve. Propendiamo per i meriti.

Osservando le partite dei tre principali indiziati di cannibalismo tennistico, si nota che al loro enorme talento tecnico, fisico e mentale si unisce una condizione atletica quasi preternaturale se rapportata all’età. Questa peculiarità è riscontrabile in altri ultratrentenni di vertice che corrono oggi più o meno alla medesima velocità di quanto correvano a inizio carriera e per il medesimo tempo, ed è frutto non solo di grande serietà professionale (talvolta ignota ai più giovani), ma anche della collaborazione non saltuaria con i migliori specialisti al mondo nel campo della cura del corpo lato sensu (medici sportivi, fisioterapisti, preparatori atletici, nutrizionisti).

La scienza, unita alla tecnica, permette loro di fare gesti atletici che un ultratrentenne del passato non era di norma in grado di fare. Prendiamo ad esempio il passante di rovescio giocato da Federer nel quarto set del match contro Nishikori sul punteggio di 2 a 2. Cronometro alla mano abbiamo calcolato che il tennista svizzero (che peraltro è il meno rapido dei tre tenori) ha impiegato circa 2,3 secondi per coprire una distanza approssimativa di 11 metri.

Usain Bolt in occasione del record del mondo stabilito a Berlino sui 100 metri, corse i primi 10 metri in 1 secondo e 75 centesimi al netto del tempo di reazione allo start (146 millesimi). Il giamaicano quel giorno aveva 23 anni e non correva con una racchetta in mano dopo avere già corso per 2 ore e venti minuti. Quindi, cosa può fare di norma e non eccezionalmente contro i personaggi dei quali stiamo parlando un giovane tennista che, a titolo di esempio, ha 5/6 anni di professionismo alle spalle contro 15/20, un bagaglio tecnico ed esperienziale inferiore e una prestanza atletica di poco o per nulla superiore alla loro? Sperare che si ritirino in fretta.”

Post Scriptum

Chi volesse più informazioni sui tennisti citati in questo articolo, può seguire i seguenti link.

Categorie:Sport

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