Vibrazioni 1.0

Vorrei….

Negli ultimi tempi ho osservato molto la realtà e il mondo che mi circondava e, nel farlo, ho pensato anche molto a come ho vissuto in questi anni e a come ho lavorato su di me per poter diventare ciò che sono oggi.

Tutto questo mi ha portato a pensare diverse cose che voglio condividere ora e qui con voi e per questo riporto questi miei pensieri raccolti sotto il titolo di VORREI
Vorrei che tutti imparassimo a godere di ciò che abbiamo
piuttosto che a lamentarci di ciò che ci manca.
 
Vorrei che tutti imparassimo a condividere cogli altri ciò che abbiamo
piuttosto che invidiare agli altri ciò che hanno.
 
Vorrei che tutti imparassimo a donare senza chiedere nulla in cambio
E che tutti imparassimo anche ad accettare i doni senza sentirci in debito
piuttosto che relazionarci agli altri sempre come se dovessimo commerciare.
 
Vorrei che la logica del commercio e del guadagno restasse esclusa da cultura, sport, arte, istruzione e salute.
 
Vorrei che tutti imparassimo a condividere anche la gioia
piuttosto che solo il dolore.
 
Vorrei che tutti imparassimo ad accogliere ed a vivere il dolore quando arriva
per imparare a crescere superandolo
piuttosto  che ignorarlo e lasciare che ci logori fino ad avvelenarci l’esistenza.
 
Vorrei che tutti imparassimo rispettare il dolore e la stanchezza altrui
piuttosto che cercare di sminuirla perché “io sì che mi posso lamentare, non tu”.
 
Vorrei che tutti imparassimo a vivere le nostre emozioni spontaneamente
piuttosto che nasconderle con paura e con vergogna.
 
Vorrei che tutti imparassimo a predisporci a mostrare a tutti come siamo realmente
piuttosto che preoccuparci di mascherarlo.
 
Vorrei che tutti imparassimo a considerare un modello chi vive con passione, gioia, divertimento, ironia e consapevolezza della propria vita
piuttosto che chi vive con serietà, senso del dovere, senso di colpa, pedanteria e affidandosi al destino.
 
Vorrei che tutti imparassimo a chiederci “cosa ho sbagliato?”
piuttosto che “di chi è la colpa?”
 
Vorrei che tutti imparassimo a dare giudizi solo su ciò che sappiamo
piuttosto che su quello che crediamo o immaginiamo di sapere.
 
Vorrei che tutti imparassimo a vivere senza aver per forza bisogno di un nemico.
 
Vorrei che tutti imparassimo ad essere curiosi di ciò che non conosciamo e di ciò che è diverso da noi
piuttosto che ad averne paura e diffidenza.
 
Vorrei che tutti imparassimo ad agire sulla base di ciò che sentiamo giusto per noi
piuttosto che sulla base di ciò che gli altri ci dicono essere giusto per loro
 
Vorrei che ogni azione fosse dovuta ad una nostra scelta
piuttosto che ad una costrizione.
 
Vorrei che tutti imparassimo a guardare la realtà per come è
e a lottare per renderla come vorremmo che fosse
piuttosto che a credere che la realtà sia come vogliamo
e rassegnarci a viverla per come è.
 
Vorrei che tutti imparassimo a dire e ad accogliere la parola “vecchio” come un complimento
piuttosto che come un insulto.
 
Vorrei che tutti imparassimo a dire e ad accogliere la parola “avido” come il peggiore insulto possibile
piuttosto che come un riconoscimento del nostro valore.
 
Vorrei che tutti imparassimo a considerare l’avidità come uno dei peggiori crimini possibili
piuttosto che come una caratteristica da avere se si vuole primeggiare.
 
Vorrei che tutti imparassimo a cercare di guadagnare sul benessere delle società e dei popoli
piuttosto che sul loro sfruttamento.
 
Vorrei che tutti imparassimo a dare più valore al tempo
piuttosto che al denaro.
 
Vorrei che tutti imparassimo a dare valore alle persone per la coscienza che hanno di sé stessi, di ciò che vogliono per loro e per la felicità che riescono ad esprimere nelle loro vite e a donare agli altri
piuttosto che su quanto denaro guadagnano e su quali ricchezze ostentano.
 
Vorrei che tutti imparassimo a trasmettere il desiderio della conoscenza
piuttosto che il desiderio del guadagno.
 
Vorrei che tutti imparassimo a vantarci dei segni che il tempo ci lascia addosso
piuttosto che fare di tutto per nasconderli.
 
Vorrei che tutti imparassimo a vedere la morte come la fine naturale di un’esistenza
piuttosto che come una maledizione da cui sfuggire a tutti i costi.
 
Vorrei che tutti imparassimo ad associare la morale alla nostra sincerità e coerenza
piuttosto che alla nostra sensualità e sessualità.
 
Vorrei che tutti imparassimo a sentirci gratificati dalla verità ed offesi dalla menzogna
piuttosto che sentirci consolati dalla menzogna ed offesi dalla verità.
 
Vorrei che tutti imparassimo ad accettare le nostre differenze come parte della realtà
piuttosto che pretendere che gli altri si uniformino a noi.
Per finire:
Vorrei che tutti imparassimo a comprendere, rispettare ed accettare gli altri, nella loro diversità, nelle loro scelte di vita e nelle loro scelte di morte,
piuttosto che cercare di imporre agli altri il nostro modo di essere, di vivere e di morire.
 
Non so se tutte queste cose siano possibili, so che diverse di queste le ho fatte mie nel corso degli anni e mi hanno reso la vita decisamente migliore di quanto non lo fosse prima. So anche che su altre ci sto ancora lavorando e che non so se arriverò mai all’obbiettivo. Ma forse, se tutti ci muovessimo in queste direzioni, potremmo veramente vivere tutti meglio di quanto non facciamo ora.
Buona serata e a presto.

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