Vibrazioni 1.0

Corda Tesa

Con oggi, inizia ufficialmente il valzer dei lavori in casa nuova. Nelle ultime settimane, sommerse da preventivi, da dati tecnici e da cifre, ci siamo ritrovati di fronte alla necessità di far quadrare i coNti della nostra disponibilità economica con i coSti sia dei lavori che dobbiamo far fare, sia di quelli che vorremmo far fare (come è vero che basta una lettera cambiata per creare parecchie difficoltà).
Nel fare questo, infatti, non ho potuto fare a meno di pensare a ciò che ci era successo con la banca che ci ha concesso il mutuo, quando, a ventiquattro ore dall’appuntamento col notaio e con il venditore per il rogito della casa, tra l’altro fissato due settimane prima dalla banca stessa, la direzione generale si è svegliata e ha deciso, in maniera assolutamente arbitraria e unilaterale, di bloccare tutti i mutui ultra trentennali, tra cui anche il nostro (da notare che, inoltre, il mutuo ultratrentennale per cui avevamo già firmato tutti i documenti necessari, era stato in realtà una controproposta della banca stessa rispetto alla nostra richiesta originale, che la banca riteneva potesse essere troppo onerosa per noi).
Ricordo perfettamente quella mattina, quando ho ricevuto la telefonata della direttrice della filiale in cui avevamo portato avanti la pratica del mutuo, ricordo il rimbalzare di telefonate successive, tra me e mia moglie, tra mia moglie e la banca e tra la banca e me, in cui si cercava un modo per risolvere la situazione del blocco imposto dall’alto (mi piacerebbe poter inserire nel codice penale il reato di “avidità conclamata”; mi divertirei troppo a vedere i banchieri messi al minimo sindacale del 3° livello metalmeccanico a spaccar pietre in miniera, o a costruire la salerno – reggio calabria) e ricordo anche la tensione creatasi nel capire che avremmo anche potuto rischiare di perdere sia la casa che la caparra, cosa che ci avrebbe costretto a rinunciare al progetto di una casa nuova per parecchi anni. Nonostante tutto, alla fine, si è trovato un accordo per cui l’acquisto è andato in porto ma, chiaramente, l’accordo in questione prevedeva che noi accettassimo sia un accorciamento del tempo del mutuo a trent’anni, sia una decurtazione dell’importo di ulteriori 10000 euro, cosa che adesso, ovviamente, pesa sul budget che noi abbiamo a disposizione per poter fare i lavori per rendere agibile e confortevole la nostra nuova tana.
Giorni tesi, questi, dove tra l’altro ci si trova ancora a confrontarci coi tempi e coi modi della legislazione economico-fiscale italiana, sempre più fantasiosa e nebulosa al tempo stesso, che ci obbliga a decidere in tempi decisamente stretti, perché ad oggi ancora nessuno sa se nell’anno prossimo varranno ancora le agevolazioni che valgono oggi (aggiungo anche un sentito “grazie” alla persona che ci ha venduto la casa, che al compromesso si è intascato una caparra di quasi un quarto del valore della casa, con la clausola che ci avrebbe dovuto dare le chiavi in qualunque momento noi gliele avessimo chieste, e che quando, a 14 giorni dalla stipula del mutuo, noi gliele abbiamo effettivamente chieste, lui si è bellamente RIFIUTATO di darcele perché “ormai non ne vedo più il motivo”).
Tutto questo si ripercuote nel quotidiano, dove mi sento nervoso e irascibile e me ne rendo conto perché, a fronte di osservazioni davanti a cui rispondevo sempre con un sorriso o con una battuta o con entrambi, adesso mi viene quasi da urlare e se non lo faccio è solo perché so che chi mi fa l’osservazione (mia moglie compresa) non c’entra con l’ansia e con la tensione che provo in questo periodo, e so che sfogare questo nervosismo su chi mi sta vicino non servirebbe ad altro che ad avvelenare le nostre giornate, per cui quando sto per rispondere mi fermo, respiro, e non lascio che sia il nervosismo in questione a parlare, ma prendo il controllo e vado avanti.
Ieri sera siamo riusciti a trovare una quadra e quindi oggi parte l’operazione “riassetto casa nuova” e, alla fine, so che comunque anche questa tensione finirà.

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3 risposte »

  1. Quando abbiamo trovato l'attuale casa dove abito, abbiamo subito fatto un compromesso e stabilito una data per stipulare l'atto. Il giorno prima la venditrice ci chiama e ci comunica di non essere piu' intenzionata a vendere. Noi avevamo gia' venduto la casa dove stavamo!!!! Alla fine con un avvocato ce la siamo cavata, ma abbiamo rischiato di finire in mezzo ad una strada.Tutto e' bene quel che finisce bene.Auguri per la casa nuova!

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