Vibrazioni 1.0

Toppa libera tutti…

Parto da una frase detta da una mia amica in una delle tante occasioni in cui ci si è trovati a parlarsi e a confrontarsi e che, di fatto, è un tormentone che sento in giro innumerevoli volte e la frase è:
HO [nn] ANNI, SONO [VECCHIO/VECCHIA] PER [x**x] DEVO METTERE LA TESTA A POSTO.
Per completare la frase sostituite alla prima parentesi quadra un qualsiasi numero di 2 cifre significative e alla terza una frase di lunghezza variabile che definisca una qualunque azione da voi immaginata.
 Inserisco anche l’altra variante classica
HAI [nn] ANNI, SEI [VECCHIO/VECCHIA] PER [x**x] QUANDO METTI LA TESTA A POSTO?
Dove nel caso sei tu a dirlo a te stesso il METTERE LA TESTA A POSTO assume il significato di “devo adeguarmi ai comportamenti della massa che mi circonda”, mentre, nel caso in cui sia un’altra persona a dirtelo, il METTERE LA TESTA A POSTO, significa “quando inizi a comportarti come me e come tutti gli altri che ti circondano?”
Questa frase mi da l’orticaria da sempre, perché la percepisco come l’immagine di un modello comportamentale che si basa sul concetto di associare ciascun azione ad un preciso intervallo di età e che quindi l’azione in questione sia lecita e consentita solo ed esclusivamente nell’intervallo di età prestabilito, mentre nel caso in cui venga fatta al di fuori, viene considerata o ridicola o esecrabile o addirittura infamante. Così facendo, si viene a creare uno schema per cui, mano a mano che il tempo avanza, una persona che vi si adegui vede diminuire costantemente (quando non in maniera progressiva) le azioni che può svolgere per essere accettato dal suo ambiente e dalla sua società, fino ad avere la possibilità di fare solo ed esclusivamente quelle azioni che sono puramente indispensabili alla pura sopravvivenza. In questa ottica, invecchiare diventa un vero incubo non tanto dal lato corporeo, dove l’inevitabile e progressivo invecchiamento del corpo porta alla perdita di energie fisiche, di efficienza organica e, in certi casi, anche di memoria e di facoltà mentali, ma proprio dal punto di vista sociale, dove, dopo averti fatto assaggiare la possibilità di muoverti liberamente, ti si chiude in una gabbia che, col tempo restringe progressivamente la distanza tra te e le sbarre, fino a soffocarti.
A questo punto, fatto salvo per quei tipi di azioni che sono strettamente correlate all’efficienza ed alla prestanza fisica, per cui è il processo di invecchiamento del corpo a tracciare i limiti fisici entro cui ciascuno di noi può muoversi, per tutte le altre azioni l’idea che “c’è un tempo predefinito per ogni cosa, e c’è una cosa predefinita per ogni tempo” la trovo assolutamente degradante e perniciosa, proprio per i motivi sopra descritti.
Non vedo nulla di male, infatti, né nell’espressione sincera e spontanea del proprio essere né nell’agire facendo ciò che ci piace, né nel continuare ad esplorare le varie realtà che ci troviamo davanti con la curiosità di chi vuole continuare a scoprire il mondo intorno a sé, né nel godere delle gioie che le nostre azioni e le nostre scelte ci procurano, e questo indipendentemente dall’età, purché tutto questo venga fatto senza mai mentire né a sé stessi, né a tutte quelle persone che coinvolgiamo nei nostri comportamenti e nelle nostre scelte.
Non è l’essere “fuori da uno standard” (qualunque esso sia) il male che attanaglia il mondo, ma al contrario è la protervia di chi crede che “tutti debbano adeguarsi ad un unico modello” e il vivere mentendo a sé stessi e agli altri proprio perché “bisogna adeguarsi” che ci avvelena e rende la vita molto meno gioiosa e molto più travagliata di quanto potrebbe essere.

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3 risposte »

  1. sono d'accordo con molti dei concetti che esponi, anche se sono fermamente convinta che ogni età dell'essere umano abbia una sua peculiarità. Proprio perchè l'essere umano non è \”stabile\” ed è in continua trasformazione, anche i gusti, gli interessi, i modi cambiano con lui, e non sempre è un male.Seguire un esempio e adeguarsi ad un modello sono cose ben distinte…ed è giusto sottolineare questo aspetto. Io non sono per un mondo senza regole, ma sono per la promozione dell'unicità delle persone, anche se spesso proprio da chi si dichiara \”controcorrente\” noto un bisogno di approvazione sconsiderato. La libertà per me non è seguire le proprie inclinazioni, interessi, piaceri, bisogni, ma sapere che si può scegliere di farlo o meno per un bene più grande, che può essere per esempio il bene di un'altra e per un'altra persona.

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