Vibrazioni 1.0

Hanno ucciso l’uomo nero…. Ma a cosa sarà servito?

Ovvero un piccolo grande dubbio sulla morte di Osama Bin Laden.

Osama Bin Laden è morto, ucciso durante un’operazione delle forze militari americane in pakistan ormai da quasi un mese.

Questa notizia, soprattutto nei primi giorni, ha scatenato una moltitudine di reazioni che, comunque, sono andate scemando in breve tempo per dar spazio ad altre novità, come da meccanismo collaudato, in questo mondo che sembra voler digerire qualsiasi cosa nel più breve lasso di tempo possibile, anche per far sì che le cose vengano dimenticate, piuttosto che metabolizzate dalla gente. Tante reazioni, tanto caos, e una voce di sottofondo comune che andava dicendo, da Barack Obama in giù, che “da quel momento il mondo sarebbe stato un posto migliore e più sicuro”…. e proprio su questo si innesta il mio dubbio.

Non ho dubbi, infatti, né nel definire Bin Laden come uno dei peggiori criminali dei nostri tempi, che ha sparso dolore e morte a piene mani, attraverso la sua organizzazione ed i suoi sicari, in nome di un odio tanto profondo quanto antico, né nel dire che, malgrado tutto, la meno peggio delle possibili soluzioni, a livello politico, fosse quella della sua morte, ma non posso essere d’accordo sul fatto che il mondo sia un posto migliore e più sicuro, solo in virtù del fatto che un criminale (fosse anche il più crudele e pericoloso di tutti i tempi) ha pagato con la morte i suoi crimini.

Il mio dubbio sostanziale, infatti, sta nel fatto che non posso fare a meno di notare che, in questa presunzione di maggior sicurezza e di miglior qualità del mondo, viene sottinteso che Osama Bin Laden era o LA CAUSA (o per lo meno una delle maggiori cause) dell’odio tra la gente musulmana e il mondo occidentale, che ha negli Stati Uniti uno dei suoi simboli più forti, mentre, nel mio modo di vedere le cose, Bin Laden non è stato altro che UN EFFETTO di questo odio, le cui radici vanno cercate da tutt’altra parte. Ora, pur essendo vero che combattere i criminali e lottare contro chi ci assale e chi ci vuole danneggiare sia assolutamente legittimo e doveroso, è però altrettanto vero che, nel momento in cui a questa lotta non si accompagna un’altra battaglia, che è quella contro le radici profonde dell’odio, che stanno nel meccanismo del pregiudizio e del disprezzo verso chiunque sia diverso da noi, e nella presunzione e nella superbia del credere che il nostro stile di vita (qualunque esso sia) sia quello VERO, GIUSTO E DA DIFFONDERE, mentre tutti gli altri siano FALSI, DEPRECABILI E DA DISTRUGGERE, allora tutti gli sforzi e le energie che saranno state impiegate per distruggere i nemici e i criminali non serviranno a nulla, se non a continuare ad alimentare il fuoco dell’odio che, un giorno o l’altro, continuando su questa strada, finirà per distruggerci tutti.

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3 risposte »

  1. il dialogo ed il rispettoecco due cose che sento mancare nel mondo di oggi, e non parlo solo di alti livelli.Penso che la pace, il dialogo ed il rispetto comincino dalle persone che ci sono più vicine.l'uomo nero? ne hanno tolto di mezzo uno, ma sicuramente ne individueranno un altro a breve. Sembra che l'eliminazione di uno di questi uomini porti dietro con se la pace e la serenità, purtroppo non è così!Fabiana

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  2. Ribadisco quello che ho scritto: scrivi poco ma quando scrivi, non scrivi banalità.Sono in pieno accordo con quello che hai scritto nel blog, il commento della Streghetta, aggiungo che Dialogare, Rispettare Ascoltare è veramente faticoso certe volte è molto più comodo e meno faticoso pensare di essere nel giusto e ricorrere alla violenza (non solo fisica.FioreS

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